Silenzio stampa su Anno Zero: indignazione o consenso?

Nessuno ha fatto trapelare pensieri di indignazione per la tristissima puntata di Anno Zero improntata sulla presenza degli stranieri in alcune città dell’Emilia Romagna, tra cui Reggio Emilia con l’intenzione di additarci come razzisti.
 
Delusione, anche se preannunciata. Le domande tendenziose che sono state rivolte durante le interviste del giornalista Bianchi di Anno Zero alla nostra Associazione con l’obiettivo di rilevare sentimenti di intolleranza unicamente etnica o per piccoli disagi condominiali ed il voluto disinteresse per i numerosi fatti di illegalità (abusi edilizi, prostituzione, sfruttamento della clandestinità, impunibilità di grandi proprietari immobiliari, ecc.), comprovati dai risultati dei controlli e da un dossier consegnato al giornalista, e per altri fenomeni non necessariamente legati agli extracomunitari (droga, organizzazioni malavitose, abusi edilizi), rappresentano uno schiaffo a tutti coloro che si stanno adoprando, con sacrifici e con sentimenti assolutamente antirazzisti, per cercare di contrastare le illegalità in forte aumento nella nostra città.

Valentina Iannuccelli

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Il Security Manager

Antonio Marturano, il Security Manager voluto dal Sindaco Graziano Delrio, vuole “restituire tranquillità ai cittadini e vincere quella percezione di insicurezza che i cittadini stanno vivendo”. Da queste parole, mi viene da pensare ad una brutta copia di chi, all’Assessorato preposto alla sicurezza, sta già lavorando in questa direzione, nei tavoli di consultazione, con progetti, sopralluoghi, a stretto contatto con i cittadini senza però deriderli con la ormai terribile, angosciante ed anacronistica parola “percezione”. Antonio Marturano avrà anche il compito di coordinare tutte le Forze di Polizia. Anche questo compito è già stato assunto e ben intrapreso. Basti pensare a due recenti interventi che hanno visto all’opera tutte le Forze dell’Ordine (Polizia di Stato, Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale e Vigili del Fuoco) nella lotta all’abusivismo edilizio, prostituzione e clandestinità, reali illeciti presenti nel quartiere di via Melato che hanno generato reale insicurezza. Ci si mette pure il nuovo Questore Francesco Perucatti a parlare di “percezione” di insicurezza, di furti e rapine diminuiti e di raggiungimento di un plateau per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma i dati sono ben diversi. Su 103 città italiane, Reggio ottiene nel 2007 un 67° posto per rapine, un 60° per rischi su strada (scippi, borseggi), un 75° per appartamenti svaligiati. E dal rapporto 2007 della Regione sul consumo e dipendenza da sostanze stupefacenti, Reggio è la provincia più esposta all’uso di cocaina, cannabis ed eroina. Tra l’altro, non servono le statistiche ed i rapporti ufficiali, il fenomeno è tangibile.

Si era aperto uno spiraglio di luce in cui si intravedeva la possibilità di invertire la crescente tendenza verso degrado ed illegalità, di ritornare al rispetto di leggi e regole, di riacquistare fiducia negli amministratori. Non sarà un preludio al ritorno del periodo del “sono tutte balle” in analogia con il fazioso, costruito ed irreale messaggio della tristissima puntata di Anno Zero che non ha generato, tra l’altro, alcuna pubblica indignazione?

Valentina Iannuccelli

 

La vecchia scusa dell’intolleranza etnica

                Reggio Emilia città dell’accoglienza e dell’integrazione, grazie alla mentalità aperta e antirazzista dei suoi cittadini. Reggio Emilia città dell’emancipazione della donna, degli asili più belli del mondo, della cooperazione. Oggi i reggiani vengono incolpati di intolleranza etnica immotivata. “A Reggio da via Turri e zone limitrofe ci si lamenta da parte dei reggiani di non sentirsi più a casa propria, perchè ci sono “loro” ”. Sono le tristi parole proferite dalle signore Jones Reverberi e Annusca Campani, in un articolo apparso sulla Gazzetta di Reggio di oggi dal triste ed anacronistico titolo "Clandestinità e illegalità, anche i reggiani hanno colpe", di cui non riporto l’appartenenza partitica perchè, a mio avviso, la politica annebbia spesso l’obiettivo comune, cioè ciò che è bene per la città e per tutti i suoi cittadini. Forse le signore in questione hanno preso per oro colato le interviste, tagliate e costruite ad hoc, della faziosissima trasmissione di Santoro. Forse le signore non conoscono la situazione della città e gli episodi gravissimi che si sono succeduti e continuano a succedersi nei quartieri che hanno nominato. Forse le signore non conoscono i dati statistici che mettono a confronto l’ordine pubblico di Reggio con quello delle altre città ed il rapporto 2007 della Regione Emilia Romagna sul consumo di sostanze stupefacenti nel quale Reggio trionfa al primo posto.

                L’unica colpa di cui possiamo essere accusati è quella di non riuscire a convivere con le inciviltà e le illegalità che sono, solo in parte, collegate alla presenza di stranieri irregolari (prostituzione, abusi edilizi, sfruttamento della clandestinità, spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, organizzazioni malavitose). Condivido pienamente il fatto, ancora più grave e più volte denunciato anche dalla nostra Associazione, relativo a reggiani e, soprattutto, a famose agenzie immobiliari, che sfruttano a loro vantaggio le situazioni degli irregolari. Chiedo, allora, alle signore come mai le denunce non abbiano mai avuto riscontri penali. Chi, in questo caso, non ha fatto la propria parte di cittadino civile?

                Se l’intento delle signore era quello “di fare chiarezza”, il risultato, a mio avviso, è stato solo quello di screditare tutti coloro (cittadini, Associazioni, Amministratori, Forze dell’ordine) che si stanno adoprando, con sacrifici e con sentimenti assolutamente antirazzisti, per un ritorno alla civiltà ed alla legalità.

 

 

Valentina Iannuccelli

L’obiettività di alcuni giornali

Abbiamo inviato un documento a tre giornali locali. Confrontate l’originale con quanto è stato riportato.
 
Il documento originale e la mail di accompagnamento
 
 
Agli Ill.mi in indirizzo si invia un documento comune, al quale hanno aderito quattro Comitati/Associazioni. Il documento vuole, da una parte, sottolineare l’importanza del Tavolo di Consultazione e del Progetto Pilota di Partecipazione, Coesione e Sicurezza Urbana, avviati dall’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale, che hanno permesso e permettono di raccogliere le istanze di Comitati e Associazioni rappresentanti molte esigenze dei cittadini, dall’altra di stimolare l’Amministrazione a progettare interventi concreti finalizzati alla sicurezza della città.

Distinti saluti,

Associazione Vivisanpietro
Associazione di via Melato APS
Comitato Isolato San Rocco
Comitato di via Porta Brennone e limitrofe

Sindaco Graziano Delrio

Assessore Franco Corradini

Comandante Antonio Russo

stampa locale

 

            In relazione all’incontro tenutosi il 29 aprile 2008 presso la sede dell’Assessorato alla Cosione e Sicurezza Sociale, il quarto da dicembre 2007, che ha visto riunito il Tavolo di Consultazione dei Comitati del centro storico e quello di via Melato, nell’ambito del Progetto Pilota di Partecipazione, Coesione e Sicurezza Urbana, sulla base della partecipazione consapevole dei cittadini e premettendo che, a nostro avviso,:

 

         il presente documento vuole rafforzare il ruolo e l’operato del Tavolo di Consultazione e del Progetto stesso, strumenti ritenuti da noi fondamentali per un sereno e costruttivo rapporto tra l’Amministrazione ed i cittadini;

         l’obiettivo primario del progetto è la ricerca di punti condivisi per la risoluzione dei problemi di sicurezza urbana e non quello di valutare le particolari situazioni inerenti i singoli comitati che dovrebbero essere affrontati in incontri specifici;

         in data 29 gennaio 2008 è stata nominalmente proposta e istituita dall’Assessorato la Task Force composta da 5 addetti di cui tre agenti della Polizia Municipale con formazione specifica volta particolarmente alla risoluzione delle problematiche di prossimità;

         tra le proposte presentate dall’Assessorato in data 25 marzo 2008 compariva l’avvio dell’utilizzo del database che incrocia le residenze con le proprietà e le utenze per la individuazione di illegalità;

         la presentazione di una proposta operativa da parte delle Associazioni Vivisanpietro e via Melato, che si prefiggeva unicamente di conferire concretezza alle precedenti proposte presentate dall’Assessorato e di promuovere il passaggio da una fase consultiva ad una operativa, aveva un significativo puramente indicativo

 

senza entrare nel merito dell’organizzazione della Polizia Municipale, si esplicitano le seguenti esigenze che potrebbero accomunare quelle specifiche di ogni singolo comitato e che potrebbero tradursi in un progetto dell’Amministrazione di tipo sperimentale ad immediata applicazione:

 

         operatività della Task Force istituita il 29 gennaio 2008;

         operatività del database;

         istituzione della Polizia di Quartiere sul modello di altri Comuni nei quali opera efficacemente da alcuni anni (v. Firenze), come servizio territoriale in grado di segnalare le diverse situazioni alla Task Force atta ai trovarne le soluzioni. Il recente potenziamento dell’organico della Polizia Municipale, che ha portato il numero degli operatori a 160 al 31 agosto 2007, è stato collocato pubblicamente nell’ambito della polizia di prossimità che prevede la presenza di addetti appiedati con funzione di prevenzione ed a stretto contatto con i cittadini e con le situazioni specifiche di ogni quartiere;

         coordinamento tra tutte le Forze dell’Ordine per garantire un servizio sia diurno (unità singole e appiedate) che notturno (unità automunite);

         individuazione delle aree critiche della città ove introdurre il servizio di Polizia di Quartiere, in aggiunta al servizio già esistente in zona stazione dove operano già 2 addetti.

 

Confidando nella collaborazione fattiva aperta al dialogo ed alla partecipazione in senso propositivo da parte dei cittadini, principio che ha sempre caratterizzato l’operato dell’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale, si ringrazia per l’attenzione e si inviano distinti saluti.

 

Reggio Emilia, 07/05/2008

 

                                                Associazione Vivisanpietro

                                                Associazione di via Melato

                                                Comitato di via Porta Brennone e limitrofe

                                                Comitato dell’Isolato San Rocco

               

 

 

 La Gazzetta di Reggio

 

 Attraverso un denominatore comune che oggi si chiama senso d’insicurezza, i comitati di cittadini nati in questi anni per denunciare singoli problemi, si trovano ora insieme a reclamare contro il Comune una più incisiva lotta al degrado e un sempre maggiore impegno nella lotta a illegalità e criminalità. «Il Comune è assente, fa poco per affrontare e risolvere il problema». I Comitati – che radunano i cittadini di via Porta Brennone, ma anche quelli dell’Isolato San Rocco e quelli che abitano in via Melato, oltre ai commercianti di via Emilia San Pietro propongono un censimento delle abitazioni per snidare gli abusivi e i clandestini che vivono in centro e in periferia e chiedono una task force.

Frattanto sul problema della sicurezza sabato prossimo è stato fissato un incontro fra una delegazione di An-Pdl e il questore Perucatti: saranno presenti la senatrice Maria Ida Germontani, l’onorevole Emerenzio Barbieri, Tommaso Lombardini (An), e Pietro Negroni, responsabile provinciale del dipartimento per la sicurezza di An-Pdl.
Dice Roberto Rabacchi, 42 anni, commerciante, presi dente del Comitato «ViviSanPietro»: «Si calcola che negli ultimi 5 anni in provincia di Reggio gli immigrati clandestini siano cresciuti da 5 mila a 20 mila persone. La maggioranza di costoro vive di espedienti oppure di attività irregolari o illecite».
Per affrontare la questione, sono sorti alcuni Comitati di cittadini, che rappresentano le esigenze e le paure dei residenti nelle zone «calde». A nome di tutti Rabacchi riprende: «Siamo delusi dal comportamento del Comune e in particolare dell’assessorato alla sicurezza, perchè dopo mesi di incontri, il problema reale non è ancora stato affrontato. Non bastano piccole misure per interventi immediati (videosorveglianza o interventi sulla strada): uno spacciatore o un clandestino, cacciato da un luogo, si sposta in un altro. Ora è indispensabile un intervento risolutivo: noi proponiamo il censimento delle abitazioni in centro, per individuare situazioni irregolari, e una task force immediata di agenti, per rendere operative le chiamate dei cittadini».

Ma la «croce» delle polemiche ricade non solo sull’amministrazione comunale, accusata di aver sottovalutato a suo tempo il problema e di fare poco oggi per affrontarlo, ma anche su quei reggiani che «sfruttano» la situazione.
Sostiene Valentina Iannuccelli, 49 anni, ricercatrice universitaria e presidengte del Comitato di via Melato: «Viviamo in mezzo al degrado ambientale e all’insicurezza. Alcuni condomini non curano la manutenzione ordinaria, mostrano sporcizia e rifiuti, e spuntano continui abusi edilizi: gente che abita in garage e uffici adibiti ad alloggi. Da settembre, dopo le nostre proteste, la situazione di via Melato è migliorata, ma ci vorrebbero più investimenti sulla sicurezza». «Chi può cambia casa – conclude la Iannuccelli – anche se il valore degli immobili in zona è calato fino al 30-40 per cento. Ma la cosa più grave è rappresentata da quei reggiani che, con contratti di affitto irregolari, sfruttano la illegalità».
L’assessore comunale alla sicurezza, Franco Corradini, non si sottrae alle polemiche e dice: «Ho assunto impegni precisi con i comitati di cittadini, che intendo rispettare. Sono d’accordo sul fatto che il tema della sicurezza mom è un problema settoriale, ma è uno snodo del governo della città. Mi sono impegnato a portare le proposte dei cittadini in giunta, per affrontare il problema. Ma qualcosa è già stato fatto: in via Secchi, ad esempio, abbiamo sistemato telecamere e maggiore illuminazione. Per la prossima estate, nelle ore serali, aumenteranno le pattuglie della polizia municipale in centro storico».
(09 maggio 2008)