Guardando altre città

Vado a Ferrara, ogni tanto, per lavoro. Come oggi. Non sono le splendide mura a colpirmi, quando mi avvicino alla zona universitaria, in centro storico. E’ un cartello quadrato blu con al centro una grande P bianca. Le lezioni di scuola guida sono un lontano ricordo per quella segnaletica in disuso a Reggio.  Sotto il cartello, lungo la strada, una fila di strisce bianche delimita i parcheggi per le auto. Sono parcheggi liberi! Poi, la locandina di un noto giornale locale riporta il titolo "Vigili urbani: dateci sicurezza, non solo multe". Per fortuna, un tema comune! Evidentemente, anche qui si può migliorare. E, intanto, il pensiero vola agli imminenti parcheggi liberi durante la pausa pranzo per aiutare il commercio del nostro centro storico. Un’altra fortuna, per i nostri commercianti: alla pausa pranzo è stato abbinato il mercoledì pomeriggio e non il giovedì. Forse, una svista?
 
V.I.

Strisce blu ed il miraggio della legalità


 

 

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Quadranti, misure anti-SUV, strisce verdi e rosa: siamo ancora molto lontani dalla presa di coscienza del Codice della Strada, costituito non solo da dettami per gli automezzi e per chi li conduce ma anche da precisi regolamenti per segnaletiche, strade e parcheggi. Viene disatteso l’art. 7, comma 8 che impone parcheggi senza limitazioni temporali nella stessa area o nelle immediate vicinanze (che, a buon senso, significa visibili) di quelli a pagamento, imposizione confermata dall’autorevole Cassazione, dal Tar Lazio, da Giudici di Pace anche della nostra città (sentenze del novembre 2007 e agosto 2008). Quindi illegali i parcheggi di v.le Timavo, di p.le Fiume e la maggior parte dei parcheggi a pagamento esterni alle zone regolamentate dalla ZTL. Disattesi anche l’art. 7, comma 6 che impone l’ubicazione dei parcheggi fuori dalla carreggiata, l’art. 157, comma 4, che impone uno spazio minimo per la marcia dei veicoli di 3 m nelle strade urbane a senso unico con soste sul margine sinistro della carreggiata, e l’art. 158, comma 1, punto f, che impone una distanza minima di 5 m tra l’area di sosta e gli incroci. Il mancato rispetto delle suddette norme è ben rappresentato dalla dislocazione dei parcheggi a strisce blu nella zona stazione (v. foto) che conta ben 599 posti auto a pagamento per 24 h e nessuno a striscie bianche se non in aree condominiali private.

Nessuna notizia, poi, trapela sull’applicazione dell’art. 7, comma 7 che destina gli ingenti proventi dei parcheggi a pagamento alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi o al loro miglioramento (solo le eccedenze possono essere utilizzate per migliorare la mobilità urbana), nemmeno nell’opuscolo in carta patinata "Il bilancio raccontato ai cittadini". Infine, nessuna magnanimità nelle misure adottate per i residenti del centro storico considerato l’art. 7, comma 11 che conferisce al comune la facoltà di riservare superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti della zona, anche a titolo gratuito.

V.I.

Non sorprende la mafia a Reggio, sorprende che sia stata permessa

 

E’ preoccupante il fenomeno delle infiltrazioni a stampo mafioso nel nostro assetto economico e sociale. E’ ancora più preoccupante che il fenomeno sia così esteso e radicalizzato, cioè che sia rimasto incontrastato, nonostante la presenza di segnali palesi. Basti pensare al potere d’acquisto della comunità cinese a cui ci si deve rivolgere per affittare o vendere immobili e locali ad uso commerciale e che subentra, pagando spesso in contanti, a commercianti in fuga da zone che hanno perso l’attrattiva di un tempo. Si potrebbe quasi arrivare a chiedersi se il degrado di certi quartieri sia stato voluto per favorire presenze che si sono poi rivelate essere legate ad organizzazioni malavitose.

Nonostante le evidenze, le operazioni di investigazione ed i successivi interventi sono stati indotti solo dai recenti episodi violenti (due casi di accoltellamenti in zona stazione) o dagli esposti di cittadini (nostro esposto sulle abitazioni di via Vecchi, risultata un centro di prima accoglienza di clandestini cinesi e casa d’appuntamento e di v.le Olimpia 7, altra casa d’appuntamento cinese). Ed è ancora più preoccupante che altre situazioni anomale simili da noi segnalate non siano state ancora prese in considerazione. Lo stesso immobilismo ha anche permesso l’attecchimento in diversi settori economici della città, tra i quali l’edilizia, di organizzazioni malavitose nazionali di cui solo ora cominciano a trapelare, a livello locale, velate notizie grazie anche alla denuncia di Sonia Alfano.

"Le mafie non sono invincibili" scrive giustamente Marco Montanari sulla Gazzetta di Reggio di domenica. Occorre, però, la volontà di vincerle. Meglio sarebbe stato prevenirle.

V.I.