Riforma dell’istruzione: per il gusto di protestare

 

Anche il neo-Decreto Legge 10 novembre 2008, n. 180, come i precedenti 137/08 e 112/08 (convertito poi nella Legge 133/08), ha destato alcune proteste basate, per lo più, da scarsa conoscenza o divulgazione di notizie imprecise. Si protesta per i "blocchi" dei concorsi per il reclutamento dei giovani ricercatori e per le progressioni di carriera alle fasce di professori associati (II fascia) e ordinari (I fascia), senza sottolineare che è solo un breve posticipo rivolto a sostituire la modalità dell’elezione con quella del sorteggio per la costituzione delle commissioni concorsuali al fine di garantire trasparenza, imparzialità e valorizzazione del merito (come si legge nella premessa dello stesso Decreto). Il principio del sorteggio rappresenta un ottimo strumento per limitare clientelismo e nepotismo, per abolire quei "suggerimenti" di docenti disponibili (di fascia uguale o superiore a quella del concorso), già suddivisi tra gli atenei sedi di concorso, che, di consueto, arrivano per posta elettronica da associazioni di categoria o da singoli docenti pochi giorni prima dell’elezione delle commissioni e a bando già scaduto, cioè quando sono già noti i candidati. Tuttavia, i principi di imparzialità e di trasparenza parrebbero essere stati dimenticati dal Decreto 180/08 che ha previsto commissioni giudicatrici formate da soli professori ordinari (in numero triplo rispetto al necessario) sorteggiati da una lista di soli professori ordinari eletti a loro volta dai soli professori ordinari!

Nessuno, a mia conoscenza, ha richiamato l’attenzione sull’art. 1, comma 7 del Decreto 180/08 che introduce una valutazione per il reclutamento dei giovani ricercatori basata solo su titoli e pubblicazioni scientifiche, utilizzando parametri riconosciuti in ambito internazionale, eliminando così le manipolabili prove scritte ed orali. Ed, ancora, nessuno pare abbia ricordato che il Decreto 180/08, modificando l’art. 66 delle Legge 133/08, prevede, per gli atenei virtuosi, la possibilità di assumere il 50% del personale cessato dal servizio nell’anno precedente destinando una quota non inferiore al 60% ai giovani ricercatori ed una congrua integrazione al Fondo per il Finanziamento Ordinario (FFO) dal 2009 al 2012.

Così, in seguito alle proteste sulla Legge 133/08, la domanda "perchè solo ora tante critiche ai tagli ai fondi FFO?" sorge spontanea a chi da anni cerca di svolgere una dignitosa attività di ricerca scientifica con i fondi FAR per la ricerca risicati da quel poco che rimane dei fondi FFO sempre più impegnati in spese per la smisurata offerta di nuove lauree di cui tante scarsamente frequentate (almeno ora si cerca di attuare la norma che, dal 1997, impone di non superare il 90% dei fondi FFO per il personale). Per esempio, dal 2004 al 2007, i fondi per la ricerca attribuiti ai Dipartimenti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia hanno subito decurtazioni anche del 70% fino ad arrivare, nel 2007, ad una attribuzione annua per la ricerca scientifica di circa 600 euro per docente o ricercatore. Quali apparecchiature scientifiche, quali materiali e, quindi, quali risultati si possono prospettare per la ricerca pubblica? Si criticano le Fondazioni di diritto privato nelle quali possono trasformarsi le Università pubbliche (alcune, tra l’altro, già presenti), in accordo con l’art. 16 della Legge 133/08. Di fatto, da anni, l’esiguità dei fondi per la ricerca costringe docenti e ricercatori a ricorrere a contratti e convenzioni con ditte private a danno della ricerca pubblica, cioè non subordinata ad interessi privati.

Perchè solo ora tante critiche ai tagli ai finanziamenti per l’istruzione pubblica primaria e secondaria quando dal 2004 al 2007 il taglio per le supplenze è stato del 46% e dal 2001 al 2007 quello per il miglioramento dell’offerta formativa del 31% e per il funzionamento amministrativo e didattico del 68%? Pochi, inoltre, nella bufera delle proteste, hanno posto l’attenzione sull’art. 5 del Decreto Legge del 1° settembre 2008, n. 137 che impone l’adozione di libri di testo il cui contenuto rimanga invariato per cinque anni con i conseguenti sgravi sulla spesa delle famiglie.

Quindi, ritengo positive le misure, pur migliorabili, che tentano di diminuire gli sprechi, le spese delle famiglie ed il clientelismo e negative le proteste con sentore di faziosità.

V.I.

 

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RiutilizzaRE: prima edizione del mercatino dell’usato in Polveriera


La nostra Associzione ha organizzato, in collaborazione con l’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale e la VI Circoscrizione di Reggio Emilia, la prima edizione del mercatino dell’usato in Polveriera “RiutilizzaRE” che si terrà domenica 14 dicembre 2008 dalle ore 9.00 alle ore 18.00 in piazzale Reverberi (parcheggio Polveriera) – Reggio Emilia. Vecchi oggetti, libri, giochi non più utilizzati che passano di casa in casa, il fascino del “Fatto a mano” e dell’insolito. Animazioni per bambini dei Clown di Corsia, visite guidate gratuite al centro recupero fauna selvatica della LIPU, visita alla mostra fotografica degli Alpini di Reggio Emilia, lo stand dei City Angels, canti e vin brulè.
Le finalità dell’evento comprendono la riqualificazione del quartiere, l’aggregazione dei cittadini, la vitalità della città, il recupero dei materiali, i principi ecologici antispreco e antirifiuti.
RiutilizzaRE

MERCATINO DELL’USATO

(cambio-scambio)

IN POLVERIERA

Domenica 14 dicembre

dalle ore 9,00 alle ore 18,00

Piazzale Reverberi (Parcheggio Polveriera) – Reggio Emilia

Vecchi oggetti, libri, giochi non più utilizzati che passano di casa in casa,

il fascino del “fatto a mano” e dell’insolito

· Dalle case e dai collezionisti un’esposizione con oltre 50 bancarelle

· Dalla LIPU “Croce alata” visite guidate gratuite per tutta la giornata al centro recupero fauna selvatica: falchi, gufi e Cico il cicogno vi aspettano!

· Dagli Alpini la mostra fotografica, i canti e il vin brulè

I City Angels di Reggio Emilia per conoscerli e capire le loro iniziative

· Per tutta la durata del mercatino animazione dei Clown di corsia con canti, balli, palloncini, truccabimbi e tanti tanti sorrisi per tutti!

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!!!!!

Spazi ESPOSITIVI gratuIti

Per informazioni

e prenotazione SPAZi:

tel: 3481234907

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bene gli incontri se preludono a risultati

Una settimana densa di incontri per l’Associazione. Presso l’Assessorato alla Coesione e Sicurezza Sociale, in presenza dell’Assessore Corradini, alcuni rappresentanti dell’Associazione hanno incontrato:

 

1)      lunedì 17 novembre, Linda Gualdi dell’Ufficio politiche per l’inclusione, l’integrazione e la convivenza del Comune al fine di programmare l’attuazione del progetto “Sotto lo stesso tetto” in alcuni condomini del quartiere;

2)      mercoledì 19 novembre il comandante della Polizia Municipale, Antonio Russo, il responsabile di unità operativa Primo Costa, l’ispettore Marco Montanari e alcuni agenti. Gli argomenti trattati si sono focalizzati sulla necessità del presidio del territorio, da cui è emersa la forte carenza di organico rispetto ai requisiti minimi previsti dalla delibera della Giunta Regionale 1179/04, l’applicazione dell’art. 5, comma 1 della legge 125/2008 in materia di sicurezza pubblica, l’ordinanza del Sindaco del 7/12/2007 sulla vendita di alcolici da asporto in zona stazione;

3)      Giovedì 20 novembre, gli Assessori Ugo Ferrari e Paolo Gandolfi per definire interventi nel quartiere in tema di urbanistica e di mobilità e per ricevere informazioni sulla progettualità dell’area dell’ex-Polveriera.

 

Una piccola area verde per la sicurezza stradale

 
 
            A seguito di numerosi incontri, sempre puntualmente divulgati ai residenti e agli esercenti tramite volantini, locandine e stampa su quotidiani locali  che, nell’arco di un anno, sono stati attuati tra i cittadini del quartiere ed alcuni organi istituzionali competenti impegnati a definire interventi per la riqualificazione urbana del quartiere e a contrastare fenomeni illeciti così fortemente presenti nel quartiere (spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, abusivismi edilizi, prostituzione, ecc.), l’attuazione di una piccola area verde nel parcheggio comunale antistante i numeri civici 9, 11 e 13 di via Melato ha trovato il consenso dei cittadini presenti agli incontri predetti. L’area verde provvederà a:
 
·        modulare il frequente transito di autovetture, provenienti da v.le del Partigiano verso la piscina comunale, che utilizzano il parcheggio come una corsia di marcia creando forte pericolo per i pedoni;
·        contribuire alla riqualificazione del quartiere dando anche continuità con l’area verde presente nella zona antistante i civici 17-21 di via Melato.
 
            A fronte di ciò, si perderà un solo posto auto, potendo occupare un’area di sosta su due file nella zona terminale del parcheggio. A questo intervento, tenendo sempre in considerazione le opinioni dei residenti ed esercenti finora pervenute, seguirà a breve la definizione delle segnaletiche orizzontali dei parcheggi di via Melato e v.le Olimpia, comprensivi di posti auto per disabili e carico/scarico.
            A questi primi interventi, come discusso durante le riunioni ed assemblee pubbliche, organizzati dagli organi istituzionali competenti, che si sono succedute per più di un anno, in accordo con il Progetto “Studio e Proposte di Intervento”, seguiranno interventi di potenziamento e manutenzione dell’illuminazione di strade e, se fattibile, del porticato stesso (ambito più complicato a causa della proprietà privata).
            Nella convinzione che un senso di marcia unico per un tratto di soli 30 m di parcheggio non comprometta il passaggio di nessuna tipologia di mezzo e la perdita di un solo posto auto non comporti troppi disagi a fronte degli importanti vantaggi sopra esposti rivolti alla sicurezza stradale e del quartiere direttamente collegata con la riqualificazione urbana.
 

 E all’Assessore Corradini ed al suo staff va il riconoscimento e l’affetto di tanti cittadini per la vicinanza, l’ascolto e la condivisione di tante problematiche che si stanno traducendo in un miglioramento della vivibilità del quartiere, dopo decenni di carenze manutentive e di immobilismo che ha portato a disordine urbano, a mancanza di controllo sociale e a senso di abbandono dei cittadini.