Ricette e ricordi di una cucina reggiana. Scritte per voi

Scritte per voi

Ricette e ricordi di una cucina reggiana

 

La nonna Mari, pur avendo lavorato per 40 anni, ha sempre avuto la
passione della cucina alla quale dedicava il poco tempo che rimaneva dal lavoro
e dalla cura di figli e casa. Una passione ereditata dalla mia bisnonna
Carlotta. Da Massenzatico, dove nacque la mia bisnonna, al villaggio Stranieri,
dove mia nonna visse prima di sposarsi, a via Mirabello, dove passò il resto
della sua vita, le ricette sono rimaste le stesse, quelle del dopoguerra in
terra reggiana, i cappelletti, le lasagne, i gnocchi di patate, il brodo di
cappone, il gnocco fritto rigorosamente “pucciato” nel caffelatte, i tortellini
fritti di Natale imbevuti nell’alchermes e tante altre nate anche dall’esigenza
di utilizzare ciò che avanzava ma, non per questo, meno appetitose. La passione
per la cucina, quasi come un fattore genetico, e l’amore per la nostra
tradizione culinaria sono entrati nel cuore anche di mia mamma e, in seguito,
nel mio. La nonna Mari, poco prima di lasciarci, ha scritto 33 ricette che mia
mamma ha rilegato in un fascicolo dal titolo “Scritte per voi”.  Ne mancano alcune che, per fortuna, mia mamma
ricorda ed esegue da tempo, le pesche al forno, l’umido di patate fatto con il
lesso avanzato, le pieghette in brodo, i passatelli, il dolce mattone, ecc. Ed
è come se le avesse lasciate la nonna, perché ogni singolo passo è stato
seguito con attenzione da mia mamma che, da bambina fino al suo matrimonio, ha
trascorso la maggior parte della sua vita domestica nella stanza più vissuta
della casa, la cucina. Ma la tradizione culinaria non significa solo
ingredienti e procedimento. Ogni ricetta è avvolta da nomi dialettali, da
usanze e riti, da accompagnamenti particolari che ho potuto vedere, gustare
direttamente o ascoltare da mia nonna o da mia mamma.  Ho ampliato le mie conoscenze intervistando
anche le sorelle della nonna Mari e le loro figlie, tutte con la stessa
passione. Ho eseguito, poi, ad una ad una le ricette, disponendo il risultato
come faceva la nonna Mari e fotografandolo. Un piccolo patrimonio che non
vorrei venisse perduto.

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