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Camel Trophy in via Emilia Ospizio

Nuovo percorso di sopravvivenza
per gli automobilisti e i ciclisti reggiani in via Emilia Ospizio. L’arteria
urbana, ad elevatissimo traffico, è stata da poco dotata di ben dieci
attraversamenti ciclabili, contigui a quelli pedonali, lungo un tratto di 700 m. Questo significa che
solo gli automobilisti dai riflessi più pronti e dallo sguardo costantemente
rivolto ai lati della strada potranno evitare coloro che, in sella alla
bicicletta e con la precedenza sugli autoveicoli, attraverseranno la via ogni 70 m.  Tralasciando concetti quali pericolo,
ingorghi e conseguente inquinamento, già di per sé rilevanti, è evidente che il
progetto non ha considerato il Codice della Strada che prevede gli
attraversamenti ciclabili SOLO per garantire la continuità delle piste (art. 146
del regolamento di attuazione del Codice della Strada) sempre che per pista
ciclabile non si intenda quella che percorre la via Emilia a zig-zag tra i due
lati.
  Perché non prevedere, allora, i
soli attraversamenti pedonali che impongono al ciclista di scendere dalla
bicicletta per intraprendere l’attraversamento con maggior sicurezza
risparmiando, tra l’altro, il costo dei 20 segnali verticali e dei 10
orizzontali con il simbolo in rilievo? Questa cifra avrebbe potuto consentire,
in un periodo di costanti lamentele da parte dell’amministrazione comunale alla
ricerca teorica di tagli alle spese, di far fronte ad alcune opere di
manutenzione, nota dolente di tutta la città. Rimanendo in ambito di piste
ciclabili, la cifra risparmiata avrebbe permesso di ritracciare qualche
percorso bici bus pericolosamente scomparso dal manto stradale in
corrispondenza proprio degli attraversamenti, come, ad esempio, tra via
Terrachini e via Lusenti dove rimane solo la segnaletica verticale. Via Emilia
Ospizio è stata però graziata: gli attraversamenti pedonali/ciclabili sono
privi delle pericolose isole spartitraffico installate in viale Umberto I.

La risposta dell’Assessore Gandolfi.

Grazie agli attraversamenti ciclo pedonali in via Emilia Ospizio la sicurezza degli utenti deboli della strada è aumentata. Così l’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi replica alle critiche indirizzate all’amministrazione dal Comitato di via Melato, che lamentava una scarsa utilità della nuova segnaletica orizzontale di via
Emilia Ospizio. «La sicurezza stradale non è un argomento da discutere sulla base di opinioni e sensazioni. La materia è seria e soprattutto suffragata dai dati relativi a morti e feriti.Via Emilia Ospizio è una delle strade più pericolose di Reggio. Nel 2008 ci sono stati 49 incidenti, 69 feriti e un morto. Gli anni precedenti mostrano la stessa tendenza.Questo è inaccettabile. Gli incidenti hanno quasi sempre coinvolto pedoni e ciclisti mentre attraversavano la via Emilia o le vie laterali. Questo si può e si deve evitare. L’inverno scorso sono stati investiti contemporaneamente sulle strisce tre pedoni da un’automobile che sorpassava un altro veicolo fermo alla zebra. Questo fatto avveniva mentre sui giornali infuriava la polemica sulle isole salvagente di viale Umberto I». «La signora Iannucceli – scrive ancora Gandolfi – come altri, stravolge la realtà a suo piacimento, definendo le isole salvagente pericolose.
Le isole interrompono il tratto da attraversare rendendolo accettabile anche per persone anziane, permettono di affrontare il flusso veicolare una corsia alla volta e soprattutto proteggono pedoni, ciclisti e, a volte, anche gli automobilisti da chi continua a sorpassare in barba ai divieti e ad ogni elementare regola di buon senso. A questo punto, non si dica che bastano più controlli. Quelli che lo fanno sono di solito gli stessi che il giorno dopo scrivono una lettera per le troppe multe». «La sicurezza stradale si può migliorare con azioni concrete. Molti cittadini accusano la politica di ridurre il tema della sicurezza a un problema di percezione, esattamente come fa lei in questo caso. No signora Iannuccelli, questo non lo accetto.
La “sopravvivenza ”, del più forte, aggiungo io, era la condizione a cui la strada era condannata prima. Una jungla che gli automobilisti potevano percorrere senza attenzioni e cautele. Oggi – conclude Gandolfi – è diventata una strada più sicura per tutti, in cui attenzione e rispetto sono un obbligo per tutti e non solo una gentile concessione di qualcuno».

Peccato che l’Assessore Gandolfi abbia sorvolato sul punto cruciale della critica, la non conformità degli attraversamenti ciclabili al Codice della Strada che non è certo una "sensazione, percezione o opinione". E per la sicurezza stradale auspichiamo che l’Assessore abbia ragione.

Rettifico quanto sostenuto nell’ultima frase del comunicato: le pericolose isole spartitraffico, simili a quelle di viale Umberto I, sono state installate OGGI!!!

V.I.

Via Sani: cartelli anti-prostituzione

La Reggio a luci rosse non è limitata alla tangenziale, alla via Emilia
di Cella o di Masone, ma è presente anche in zone residenziali, vicine
al centro storico e accanto alle abitazioni. Nel passaggio pedonale che
collega via Sani con via Vecchi si sono alternate negli ultimi tre anni
prostitute di diverse etnie. Ora è la volta di quelle cinesi che
contrattano le prestazioni nel parcheggio del supermercato Coop nelle
ore serali e diurne domenicali. A nulla sono valse finora le
segnalazioni alle forze dell’ordine e l’installazione di telecamere. I
cartelli dissuasori collocati più volte dai volontari della nosra
associazione sono costantemente rimossi. Eppure, l’ordinanza del
Sindaco sanziona con 400 euro coloro che sostano per la contrattazione.
Ma un’ordinanza non ha alcun valore se non è adeguatamente
pubblicizzata e, soprattutto, fatta rispettare.