Le contraddizioni di Reggio e la mobilità car-free

Nella classifica nazionale di
Legambiente del 2009 Reggio Emilia è risultata al 1° posto per estensione delle
piste ciclabili e oltre il 60° per la qualità dell’aria. Ammettendo una logica
correlazione tra inquinamento e autoveicoli (se la colpa della pessima qualità
dell’aria fosse solo delle industrie della pianura padana, non si capisce
perché impegnarsi tanto per una mobilità alternativa all’auto o per le misure
antismog del periodo invernale), la spiegazione di questa apparente
contraddizione è molto semplice: ci sono tante piste ma pochi ciclisti. E qui
emerge la vera contraddizione. Se l’Amministrazione comunale volesse veramente
realizzare una città car-free, non si limiterebbe ad aumentare i km di piste
ciclabili per ricevere la medaglia d’oro, ma stimolerebbe l’uso di mezzi
alternativi alle automobili progettando un modello sostenibile di mobilità
ecologica in grado di fornire agli automobilisti gli strumenti necessari per
“convertirsi alla bicicletta”. Al contrario, si attirano i cittadini verso i centri
commerciali di periferia dotati, tra l’altro, di parcheggi a sosta gratuita, si
permette l’apertura di esercizi commerciali di vicinato di dubbia qualità e
dall’utenza esclusiva, si assegnano gli asili nido di terza scelta (che è già
una fortuna), quelli ovviamente più lontani e non certo raggiungibili con un
lattante neanche dal più temerario cicloamatore, si decentrano gli uffici
pubblici e non si cercano soluzioni al dilagante fenomeno dei furti di
biciclette. Pertanto, senza un piano per la mobilità frutto di una
coordinazione tra urbanistica, commercio, infrastrutture, scuola e contesto
sociale, la mobilità non potrà prescindere dall’uso dell’automobile e, di
conseguenza, la sicurezza dei ciclisti o pedoni non potrà essere garantita. Un
esempio concreto? In via Emilia Ospizio, i cartelli stradali non sono i soli ad
essere stati abbattuti. Lunedì 11 ottobre alle ore 19 circa, una ciclista è
stata investita da un’automobile sulla pista ciclopedonale riportando la
frattura della clavicola, anche se nulla è trapelato pubblicamente. E mercoledì
20 ottobre alle ore 18 una volante della Polizia di Stato con i lampeggianti
blu azionati, nell’evidente svolgimento della sua attività, ha eseguito in 70 m di spazio un sorpasso con
fulmineo rientro evitando, da manuale acrobatico, un’isola salvagente.

V.I.

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