Abusi edilizi e politiche abitative

Da alcuni anni siamo in emergenza casa: la richiesta di alloggi in affitto, generata soprattutto all’intenso flusso migratorio, ha superato l’offerta. Nessun problema. Anche se l’edilizia residenziale pubblica, ben nutrita dai vari progetti di housing sociale e dai piani strategici per la casa, non riesce a far fronte alle richieste, ecco che il mercato immobiliare privato reagisce con tempestività alle nuove domande abitative prodigandosi per mettere a disposizione tutto quello che possiede: uffici, piccoli alloggi ricavati da divisioni dei grandi, soffitte e garage. La nuova strategia è quella dei contratti di affitto regolari per alloggi irregolari. E agli abusi edilizi ufficiali, pubblicati mensilmente per legge mediante affissione nell’albo comunale, si aggiungono quelli che non possono essere evidenziati da una ricognizione aerea e che “sfuggono” ai controlli degli organi competenti. “Sfuggono” anche gli abusi, spesso recidivanti, di quei noti proprietari il cui business principale è diventato quello di adattare immobili degradati o senza requisiti alle nuove esigenze abitative. Facciamo qualche esempio.

Dieci anni fa un grande ufficio è stato suddiviso in sette piccoli uffici privi della destinazione d’uso abitativa. Sorvolando sul fatto che l’attività degli uffici era ed è tuttora in parte quella della prostituzione, la denuncia per abusi edilizi inoltrata della nostra associazione ha indotto quasi tutti i proprietari al cambio di destinazione d’uso degli immobili. E’ rimasto però un ufficio, di proprietà del titolare di un’agenzia immobiliare, ancora abitato nonostante due provvedimenti sanzionatori.

Un altro ufficio abitato e adibito nel2008 aprostituzione cinese, come rilevato da interventi delle forze dell’ordine, sempre a seguito di una nostra denuncia, è stato recentemente interessato da una ridistribuzione degli spazi interni, regolarmente autorizzata, che ha portato il numero dei vani da1,5 a4 senza però comportare una variazione della destinazione d’uso. Ora è di nuovo abitato con tanto di tendine alle finestre e un numero 8 come nominativo sul campanello.

Ben più sommerso e di difficile rilevazione, almeno da parte di noi cittadini, è l’offerta di alloggi privi dei certificati di conformità edilizia e di agibilità. Il titolare di un’altra agenzia immobiliare, proprietario di due interi edifici, apre una pratica dichiarando l’inizio attività per opere interne o chiedendo le concessioni per cambio d’uso o aumento di unità immobiliari. Le opere vengono terminate senza la dovuta comunicazione di ultimazione dei lavori e la conseguente richiesta dei certificati di conformità edilizia e di agibilità da parte del proprietario. Dopo qualche anno la pratica viene archiviata e i nuovi alloggi affittati senza indugio. Un provvedimento di demolizione/ripristino è pervenuto al proprietario, sempre a seguito di una nostra denuncia, ma gli immobili continuano ad essere adibiti ad abitazione.

Tutto ciò genera, provocatoriamente, una domanda.  L’atteggiamento tollerante di situazioni illecite palesi e ripetitive nasconde qualche interesse rivolto a soddisfare il nuovo fabbisogno di casa e, di conseguenza, a sostenere la nota capacità di accoglienza della nostra città?

V.I.

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