Zona stazione invasa da prostitute cinesi

Possiamo proprio dire di essere alla frutta. Cittadini costretti a pagare di tasca propria la chiusura notturna alle auto in via Platone per limitare il fenomeno della prostituzione, cioè pagare di tasca propria il diritto di essere liberi di uscire di casa alla sera senza subire l’indecoroso panorama, in altre parole ancora, pagare di tasca propria l’inadeguatezza delle politiche locali di sicurezza urbana. E’ questa la proposta votata all’unanimità dal Consiglio della Circoscrizione Ovest e accettata dai cittadini ormai esasperati. Direi che si sia rasentata l’anticostituzionalità dal momento che è compito della Repubblica e dei suoi organi decentrati quello di eliminare gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà dei cittadini. In questo caso, addirittura, gli organi di governo pongono ostacoli economici ai cittadini che chiedono la libertà e la sicurezza che gli organi di governo stessi, unitamente alle autorità di pubblica sicurezza, dovrebbero garantire. Oltre a questo, credo che l’idea di vietare l’accesso di notte ad una strada possa solo spostare il fenomeno della prostituzione altrove oppure trasformarlo in fenomeno diurno.

La prostituzione straniera, già presente a Reggio da diversi anni, sta assumendo proporzioni rilevanti nonostante gli interventi delle forze dell’ordine. E’ quello che si sta verificando anche in zona stazione, oggetto di un nostro recente esposto, dove numerose prostitute cinesi passeggiano o sostano nei parcheggi di via Turri, Vecchi e Sani sia di giorno che di sera. Qui le ragazze, da sole o in coppia, non vestono abiti discinti e, quindi, non sono riconoscibili agli occhi dei passanti ma lo sono a quelli dei residenti più o meno rassegnati. Sono spesso al telefono sia prima di salire sulle auto dei clienti o di condurli nei propri appartamenti sia prima dell’arrivo dei mezzi delle forze dell’ordine. Nell’esposto, inviato alle autorità di competenza, si chiede, quindi, di adottare tutti gli strumenti che sono a loro disposizione, dalle ordinanze sindacali in circostanze contingibili e urgenti a quelle di pubblica sicurezza, dalle azioni investigative per verificare i reati di reclutamento, sfruttamento e abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica da parte del cliente, a quelle di verifica di un collegamento con associazioni per delinquere finalizzate allo sfruttamento della prostituzione. Solo con azioni sinergiche incisive e concentrate da parte delle autorità amministrative e di pubblica sicurezza sarà possibile restituire ai residenti condizioni di vita normali ed evitare che il fenomeno si trasferisca in altri quartieri a danno di altri cittadini.

V.I.

Prostituta cinese e auto di clienti in via Sani davanti alle abitazioni

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