Incrocio sempre più dimenticato nonostante gli incidenti

“Un incrocio pericoloso ma dimenticato” era il titolo di un nostro post pubblicato in data 1/6/2011 sulla elevata incidentalità dell’incrocio tra viale Olimpia e via Melato. E gli incidenti continuano a susseguirsi inesorabili. Ne segnaliamo altri due non comparsi sulle cronache locali. Domenica 23 ottobre alle ore 13.30 uno scontro tra due auto ha causato un ferito trasportato in barella all’ospedale e martedì 25 ottobre alle ore 12 circa un secondo scontro ha coinvolto quattro auto fortunatamente senza danni alle persone.  E pensare che una semplice e poco onerosa segnaletica che vieta la svolta a sinistra per chi si immette in via Melato da viale Olimpia risolverebbe efficacemente il grave problema, come già richiesto più volte. Si potrebbe risparmiare anche la spesa della segnaletica, utilizzando quella assolutamente inutile installata all’incrocio tra viale Olimpia e via Luca da Reggio dove, a nostra conoscenza, non si sono mai verificati incidenti stradali.

V.I.

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Il diritto d’antenna e il decoro urbano

E’ ormai annoso il problema delle antenne paraboliche e dei loro cavi volanti in tanti quartieri della città. E’ annoso perché, nonostante le chiare normative, nessuno si preoccupa di farle rispettare a scapito della qualità urbana e del decoro. Il Codice delle comunicazioni elettroniche (D.lgs 259/2003), se pur con qualche punto incoerente, tutela il diritto di antenna in quanto i proprietari di immobili non possono opporsi alla installazione sulla loro proprietà di antenne appartenenti agli abitanti dell’immobile stesso e i cavi possono passare, anche senza il loro consenso, sia al di sopra che a fianco delle proprietà pubbliche o private ove non siano finestre od altre aperture. Il diritto d’antenna del singolo non deve però ledere i diritti di altri o della collettività. Infatti, lo stesso decreto impone che l’installazione di antenne e cavi non debbano in alcun modo impedire il libero uso della proprietà, secondo la sua destinazione, né arrecare danno alla proprietà medesima od a terzi. Anche il Codice Civile può essere utile in quanto vieta espressamente le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterino il decoro architettonico (art. 1120) (il concetto di decoro è però soggettivo e deve essere valutato, di volta in volta, da un Giudice) e l’esecuzione di opere che rechino danno alle parti comuni dell’edificio (art. 1122). Inoltre, il Regolamento Urbanistico Edilizio del nostro Comune, approvato quest’anno, disciplina gli interventi che incidono anche sugli spazi privati esposti a pubblica vista vietando i cavi volanti non inseriti in appositi alloggiamenti. Quindi, gli strumenti normativi esistono ed esistono anche tante situazioni reali sulle quali, volendo, gli strumenti potrebbero, o meglio dovrebbero, essere applicati. Finora, a nostra conoscenza, nessuna attività è stata intrapresa in tal senso (siamo anche dotati di una Commissione comunale per la Qualità Architettonica e del Paesaggio) favorendo il libero comportamento e, di conseguenza, il degrado urbano nonché contribuendo negativamente alla diffusione della tanto acclamata cultura della legalità. Infatti, anche in questi aspetti che possono essere considerati da alcuni di minore importanza, la mancanza di interventi può indurre a far credere che a Reggio tutto sia ammesso arrivando anche, nello specifico, a danneggiare la facciata di un edificio, perforandola al fine di inserire nel proprio appartamento i cavi volanti che scendono dal tetto, come di recente accaduto in via Melato. Mi auspico che, anche in questo caso, non si chieda la responsabilizzazione dei cittadini nel segnalare/denunciare situazioni difformi, spesso talmente eclatanti da non poter passare inosservate agli occhi di chi dovrebbe istituzionalmente vigilare.

V.I.

Due buchi nella facciata di un condominio di via Melato per il passaggio di cavi volanti

Zona stazione: l’indifferenza per la prostituzione cinese (CON FOTO SEMPRE AGGIORNATE)

In effetti sono discrete, silenziose e decorose d’aspetto. Sono le prostitute cinesi di via Sani, del parcheggio della Coop, di via Turri e di via Vecchi. Le trovi un pò ovunque, di giorno, anche vicino al presidio della Polizia Municipale. Sono tante ma integrate ormai con la vita del quartiere, come se facessero parte dell’arredo urbano che nessuno vede più.  Parlano con gli anziani (ovviamente uomini) che si ritrovano al bar di piazza Serri e ogni tanto qualcuno di loro le segue. Stanno bene gli anziani qui, altro che circoli ricreativi! Inutile ormai qualsiasi azione: denunce, giornali, cartelli . . . . niente da fare.  Non serve gridare che lavorano per altri che le sfruttano, non serve gridare che forse abbiamo a che fare con una organizzazione non certo pulita, non serve gridare che non è decoroso per un quartiere residenziale, non serve gridare che capita anche di assistere a film pornografici guardando involontariamente dalle finestre di casa dentro altre finestre.  Nulla serve più. Qualche giorno più tranquillo del solito dopo il clamore (non troppo) di alcuni articoli sui giornali che hanno  dirottato nella zona qualche pattuglia. E ora? Ora tutto come prima. Ma quello che ora preoccupa di più non è tanto la prostituzione perenne, ma il fatto che questa sia diventata una situazione normale per alcuni residenti e anormali sono diventati coloro che ancora si stupiscono e che ancora hanno la forza di combattere contro una “normalità” in cui non si riconoscono. Ma qualcosa si può ancora fare . . . . . .

V.I.

Via Sani 14 ottobre ore 13

Via Sani 15 ottobre ore 12

Via Sani 24 ottobre ore 17

Via Sani 26 ottobre ore 16

Via Sani: il consueto accompagnatore

Piazza Serri 13 novembre ore 19

Via Sani 4 dicembre ore 10

Via Sani 4 dicembre ore 15

Il tour intorno alla Coop tra via Sani e via Vecchi

Parcheggio Coop 12 gennaio 2012 ore 14.20

Parcheggio di via Vecchi 12 gennaio 2012 ore 14.24

Ritorno verso via Sani 12 gennaio 2012 ore 14.28

Via Sani 29 gennaio 2012 ore 16.59

Via Sani 29 gennaio 2012 ore 17

La contrattazione si è conclusa positivamente:
il cliente è sceso dall’auto e, seguendo la gentil signora, si è diretto verso via Vecchi, ragionevolmente,nell’abitazione già nota da anni per questa attività e non solo . . . 

Via Sani 16 giugno 2012

Regolamento dei mercatini dell’usato: la nostra proposta all’Assessore Maramotti

Ecco la nostra ipotesi per un futuro Regolamento Comunale sulle attività degli operatori non professionali che partecipano ai mercatini dell’usato, da noi elaborata quale espressione di parere sull’ipotesi regolamentare presentata dall’Assessore Maramotti. La proposta è stata inviata il 18 ottobre a coloro che sono stati invitati all’incontro tenutosi l’11 ottobre (Assessore Maramotti, Assessore Corradini, dirigente Mara Garuti e Ivan Domenichini dei Servizi di Sportello per le Imprese Commercio e Tutela ambientale, Presidente della Circoscrizione Ovest Fausto Castagnetti, Giancarlo Sassi dell’Associazione Reuse, organizzatrice del Mercatino al Volo) e, per giusta e più che meritata conoscenza, a dirigente e funzionari dell’Ufficio Sicurezza – Servizio Politiche per l’integrazione, l’inclusione e la convivenza, Carlo Vestrali, Giorgio Pregheffi e Paola Cristofori, che collaborano da tre anni all’organizzazione dell’evento RiutilizzaRE – l’usato domestico in Polveriera.

Con l’auspicio che le polemiche si assopiscano e si possa instaurare un rapporto collaborativo e di sinergia tra le categorie degli operatori non professionali e quelli professionali per un beneficio non solo reciproco ma a vantaggio di una città vista come un insieme e non divisa in categorie con interessi divisi e non . . . condivisi!

Proposta di

Regolamento delle attività di vendita, scambio ed esposizione

da parte di operatori non professionali su aree pubbliche

Premessa

L’esclusione di questo settore dalla normativa statale sul commercio, fatta eccezione per l’attività di vendita di opere dell’ingegno a carattere creativo espressamente esclusa da detta normativa,  è legata alla non professionalità degli operatori, cioè alla sporadicità della loro attività. La difficoltà incontrata nel tentare di suggerire i criteri più idonei a concretizzare il principio della sporadicità nasce dalla mancanza di una Legge Regionale, unico strumento in grado di raggiungere l’obiettivo della conformità alla legge statale e quindi della legalità. Infatti, solo un intervento legislativo regionale può limitare l’attività degli operatori non professionali stabilendo, come da progetto regionale presentato nel 2008, un numero massimo di partecipazioni su tutto il territorio regionale. Al contrario, una regolamentazione valida per un ristretto territorio come quello comunale non impedisce la partecipazione ad eventi simili che si svolgono in altri Comuni della Provincia o di altre Province della Regione, vanificando l’obiettivo che si vuole raggiungere. D’altra parte, una restrizione del numero di eventi o di partecipanti agli eventi organizzati nel Comune, come ipototizzato dall’Assessore Maramotti, penalizzerebbe solo quest’ultimo determinando il trasferimento degli operatori in altri Comuni e il mancato rispetto della legge statale.

Si è comunque tentato di suggerire alcuni criteri che portassero il maggior equilibrio possibile seguendo le indicazioni del Progetto di Legge Regionale, in attesa di un auspicabile intervento risolutivo da parte della Regione Emilia Romagna.  E’ stato privilegiato, inoltre, un Regolamento di natura generale rimandando gli aspetti prettamente organizzativi ai Regolamenti specifici di ogni manifestazione.

La presente proposta di Regolamento è stata formulata sulla base delle seguenti fonti normative:

–         D.lgs 114/1998 e L.R. Emilia Romagna 81/1999 che escludono l’attività del commercio non professionale e quella di opere d’arte, dell’ingegno a carattere creativo e che definiscono “mercato” l’area destinata all’esercizio dell’attività del commercio al dettaglio per uno o più o tutti i giorni della settimana o del mese;

–         Proposta di Legge della Regione Emilia Romagna 225/2008 “Regolamentazione delle attività degli operatori non professionali su aree pubbliche: modifiche alle Leggi Regionali 25 giugno 1999 n. 12 e 26 luglio 2003, n.14”che intende disciplinare i mercatini (o altro definiti) degli hobbisti istituendo il tesserino identificativo e individuando nel Comune l’ente preposto al controllo e alla vidimazione del tesserino anche nell’ipotesi di gestione affidata a terzi;

–         Legge 13/2009 art. 7-sexies (Valorizzazione a fini ecologici del mercato dell’usato);

–         DPR 633/72 che considera soggetti passivi di imposta e di apertura della partita IVA solo chi esercita per professione abituale e DPR 696/96 che esonera da certificazioni di corrispettivi i venditori ambulanti che esercitano, senza attrezzature, il commercio di beni di modico valore;

–         normative extra-regionali quali L.R. Veneto 10/2001 art. 9 e 110/2001 (Mercatini dell’antiquariato e del collezionismo – Disposizioni per gli operatori non professionali), Proposta di Legge di iniziativa di consiglieri regionali Regione Liguria n. 426, Piano per il commercio su aree pubbliche 2009-2011 del Comune di Padova, pag. 33 (mercato dell’antiquariato e dell’usato), Regolamento del mercato dell’antiquariato e del collezionismo del Comune di Padova, Regolamento del Mercatino dell’usato del Comune di Montereale Valcellina, Regolamento dei mercatini riservati alle attività di vendita sporadiche e occasionali del Comune di Lecco, Disciplinare relativo al Mercatino delle Pulci del Comune di Arco, Regolamento per lo svolgimento della Mostra-mercato dell’artigianato, usato e antiquariato del Comune di Dicomano;

–         Legge 383/2000 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale), L.R. Emilia Romagna 34/2002 (Norme per la valorizzazione delle associazioni di promozione sociale) e Statuto del Comune di RE (art. 12, c. 3, lettera m e art. 73)

e dei seguenti criteri:

–         omogeneità di trattamento per tutti gli operatori, indipendentemente dallo specifico evento sia esistente che di nuova istituzione;

–         correlazione esistente tra la superficie dell’area per la quale è concessa l’occupazione del suolo pubblico e il numero di espositori che rende la definizione di un numero fisso di espositori per ciascun evento irrilevante;

–         svolgimento periodico di manifestazioni a carattere misto (operatori professionali e non) (Viaromantiquaria mensile, mercatino dell’ex-Foro Boario domenicale) che suggeriscono un Regolamento di ampia portata rivolto ai soli operatori e non agli specifici eventi.

Proposta di articolato

Art. 1 – Oggetto

Il presente Regolamento disciplina lo svolgimento di mercatini, fiere o altre manifestazioni comunque denominate, dell’usato, collezionismo, antiquariato minore, delle opere d’arte e ingegno a carattere creativo, anche se parte integrante di altre manifestazioni periodiche o straordinarie, riservati agli operatori non professionali, che si svolgono su aree pubbliche o su aree private delle quali il Comune abbia la disponibilità.

Art. 2 – Finalità

I mercatini sono destinati all’esposizione, scambio o vendita occasionale esclusivamente di oggetti usati o vecchi appartenenti al patrimonio mobile familiare di modico valore o di oggetti frutto dell’ingegno personale.

I mercatini sono finalizzati al rilancio delle potenzialità aggregative del centro storico e dei quartieri e al perseguimento di fini ecologici.

Art. 3 – Periodicità dello svolgimento

Lo svolgimento di ogni manifestazione deve rispettare la periodicità di non più di una volta al bimestre.

Art. 4 – Ente Organizzatore

L’Ente organizzatore è il Comune che può avvalersi della gestione da parte di terzi (soggetti privati, associazioni di categoria, associazioni di volontariato) mediante stipula di apposita convenzione e nel rispetto delle norme che disciplinano i rapporti con le diverse tipologie di soggetti. L’istituzione dei mercatini  è deliberata dal Consiglio Comunale.

Art. 5 – Soggetti ammessi

Sono ammessi gli operatori non professionali, non in possesso delle autorizzazioni di cui agli art. 28 del D.lgs 114/1998 e art. 3 della L.R. 12/1999, che espongono, scambiano o vendono in modo del tutto sporadico ed occasionale beni usati o vecchi appartenenti al patrimonio mobile familiare di modico valore o frutto dell’ingegno personale.

Al momento della richiesta di partecipazione alla manifestazione renderanno in tal senso apposita dichiarazione.

Art. 6 – Requisiti degli operatori

I soggetti di cui all’articolo 5 devono essere in possesso di un tesserino identificativo contenente generalità e foto oltre a tre appositi spazi annuali per la vidimazione, rilasciato dal Comune per nucleo familiare, per non più di una volta ogni tre anni. Il tesserino, non cedibile, deve essere esposto durante la manifestazione. L’operatore ammesso a partecipare alla manifestazione deve essere presente per tutta la durata della manifestazione e non può essere sostituito, se non temporaneamente, da altre persone.

Art. 7 – Attività di controllo

L’attività di controllo e di vidimazione del tesserino di cui all’articolo 6, anche nell’ipotesi in cui la gestione della manifestazione sia affidata a soggetti diversi, spetta al Comune. E’ comunque responsabilità del soggetto ammesso alla partecipazione accertarsi della vidimazione del tesserino da parte del Comune; in assenza di tale timbro il soggetto perde i requisiti e si configura a suo carico la fattispecie dell’esercizio del commercio senza autorizzazione.

I Comuni sono tenuti a redigere un elenco delle persone cui viene rilasciato il tesserino e un elenco dei partecipanti a ciascuna manifestazione.

Art. 8 – Attività correlate

All’interno delle manifestazioni possono essere realizzate attività culturali, didattiche e dimostrative legate ai prodotti alimentari, tradizionali ed artigianali del territorio, nonché somministrazione di alimenti e bevande in conformità con le normative vigenti.

Art. 9 – Divieti

E’ fatto divieto agli operatori professionali, in possesso delle autorizzazioni di cui agli art. 28 del D.lgs 114/1998 e art. 3 della L.R. 12/1999, di partecipare alle manifestazioni di cui all’articolo 1.

E’ fatto divieto di occupare superfici che superino lo spazio concesso.

Art. 10 – Norme generali

Per quanto non previsto dal presente Regolamento si demanda alle norme di carattere organizzativo previste dai Regolamenti di ciascuna manifestazione approvati dal Consiglio Comunale.

* * *

Commento all’art. 6. Nel Progetto di Legge Regionale, il tesserino, rilasciato dal Comune di residenza, conterrebbe 5 vidimazioni annuali valide su tutto il territorio regionale. A livello comunale, tale numero è stato ridotto a tre prevedendo l’eventuale partecipazione degli stessi soggetti a manifestazioni simili svolte in altri Comuni della Provincia o della Regione ove non sussistono a tutt’oggi e a nostra conoscenza, Regolamenti comunali del settore.

RiutilizzaRE 11 dicembre 2011: data e istruzioni per l’iscrizione

Le iscrizioni per RiutilizzaRE – l’usato domestico in Polveriera di domenica 11 dicembre 2011, riservato solo a privati non professionisti che espongono o vendono oggetti usati di modico valore o frutto della propria arte, apriranno

sabato 12 novembre 2011

Le iscrizioni saranno accettate in ordine cronologico di arrivo a partire dalle ore 0.00 di tale giorno (ossia dopo la mezzanotte del giorno 11) fino ad esaurimento spazi (170). Non saranno considerate valide le prenotazioni arrivate con data precedente al giorno 12. Sarà predisposta una lista d’attesa di 20 espositori. Per prenotare uno spazio, occorre inviare una e-mail all’indirizzo

riutilizzare.re@libero.it

indicando nome, cognome, recapito telefonico e l’eventuale presenza di autocarri, autocaravan, pulmini e furgoni.  Non si accettano prenotazioni telefoniche o pervenute ad altri indirizzi di posta elettronica.  Ogni prenotazione, quindi ogni e-mail, vale per un solo spazio (circa 5 m di lunghezza) ed è subordinata al pagamento di un contributo di 10 €  (20 € per autocarri, autocaravan, pulmini e furgoni di lunghezza superiore a 5 m) da effettuarsi all’ingresso il giorno stesso del mercatino e alla compilazione dell’autocertificazione che sarà inviata unitamente alla mail di accettazione e che dovrà essere consegnata, debitamente compilata, all’ingresso il giorno stesso del mercatino, unitamente alla mail di accettazione.  Saranno riservati 20 spazi gratuiti alle associazioni di volontariato, scuole e parrocchie che raccolgono fondi a scopi istituzionali. Sarà inviata risposta di accettazione, con le indicazioni organizzative, o di non accettazione entro 48 ore. Si prega di leggere il regolamento pubblicato su questo sito.

La nostra risposta a Confesercenti

I  giornali di questi giorni stanno affrontando l’argomento dei mercatini dell’usato. Si legge che il presidente di Confesercenti di Reggio Emilia Ermes Anigoni ha affermato che “i mercatini devono essere aperti solo a chi ha la licenza di commerciante su zona pubblica, se no si lascia campo libero all’abusivismo”. Dello stesso avviso è il presidente provinciale ANVA, il sindacato dei venditori ambulanti aderente a Confesercenti, Dario Domenichini che teme anche che questi mercatini fomentino il lavoro in nero.

La questione è duplice. Da una parte, serve il controllo della Polizia Municipale per l’eventuale presenza di “furbetti”, cioè proprio dei commercianti, ambulanti o non, quelli con la licenza che vendono merci nuove privi di autorizzazione temporanea in mercatini riservati agli operatori non professionali che vendono invece sporadicamente oggetti usati di modico valore, nonostante abbiano autocertificato di non essere commercianti. Questi casi, tuttavia, nella nostra lunga esperienza di attento monitoraggio, che non ci competerebbe nemmeno, sono piuttosto infrequenti.  Mi auguro che non si voglia pretendere che la ragazzina che praticamente “regala” a due euro a cesto per 4 volte all’anno i suoi abiti di quando era bambina apra la partita IVA inducendola a ricorrere ad annunci pubblicitari o ad eBay togliendo alla città occasioni di sana animazione e socialità.

Dall’altra, serve una regolamentazione per evitare che qualche privato cittadino ne faccia un mestiere (diventando in questo caso “commerciante”) girovagando per tutti i mercatini della Provincia o Regione. Un mestiere, tuttavia, poco  remunerativo se si tolgono anche le spese dei viaggi, visto che i mercatini si svolgono di domenica e sono 52 le domeniche in un anno! La regolamentazione auspicabile deve però seguire la direzione di quella proposta dalla nostra Regione, simile ad altre Leggi Regionali o Regolamenti Comunali già esistenti, se si vuole evitare di modificare un futuro Regolamento comunale dopo l’emanazione della Legge Regionale. E i criteri ipotizzati dall’Assessore Maramotti, valutati da Confesercenti, sono ben lontani dalle indicazioni presenti in queste norme e penalizzano solo gli eventi senza raggiungere l’obiettivo che la stessa Confesercenti si propone.

Signori della Confesercenti, perché un tale accanimento nei confronti di questi mercatini a così elevato grado di regolarità anche se non raggiungono sempre la perfezione?  Perché non combattere con lo stesso fervore il lavoro nero dei tanti commercianti, ambulanti o non, che non rilasciano lo scontrino fiscale, fenomeno quotidiano nella vita di tutti noi? Perché non combattere i reali fattori che minano da tempo il commercio reggiano: difficoltà ad accedere al centro storico, scarsità e alto costo dei parcheggi nel centro storico, abbandono dei quartieri da parte dei residenti storici che danneggiano gli esercizi di vicinato, concorrenza di prodotti a bassissimo costo di provenienza straniera, grande distribuzione a macchia d’olio,  tasse e tassucole sulle distese ecc.?  Per quanto riguarda il “business organizzativo che frutta diverse migliaia di euro ogni manifestazione”, come dichiarato dal Sig. Domenichini, l’evento RiutilizzaRE, organizzato dalla nostra Associazione (Associazione di Promozione Sociale, ente non profit) per cercare di animare positivamente un’area degradata, rappresenta un’attività marginale prevista nel nostro statuto e dalla legge statale sulle APS le cui entrate, debitamente rendicontate e pubblicate annualmente sul nostro sito web, sono devolute, entro l’anno successivo, agli scopi istituzionali della nostra Associazione. Nello specifico, 1/3 delle entrate sono utilizzate per l’organizzazione stessa dell’evento (solo il noleggio dei bagni chimici costa più di 400 euro per ogni evento) e il rimanente serve per autofinanziare attività statutarie nel campo della sicurezza urbana. Grazie a questo, infatti, è stato possibile coprire 1/3 delle spese necessarie all’organizzazione dell’evento annuale Bentornata Polveriera finanziato, solo in parte, dal Comune nell’ambito de “I Reggiani, per esempio”. Tra l’altro, RiutilizzaRE è aperto ad associazioni del mondo del volontariato, scuole e parrocchie (una ventina in ogni edizione) che vi partecipano gratuitamente con un diritto di prelazione.  E i timori per la presenza “di merce di dubbia provenienza”, espressi sempre dal Sig. Domenichini, dovrebbero essere rivolti anche al mercatino domenicale dell’ex-Foro Boario già interessato da denuncie e blitz delle Forze dell’Ordine, sul quale non mi risultano critiche da parte dei signori in questione, nonostante le merci siano anche di natura alimentare con il conseguente danno per la salute dei consumatori in caso di mancata conformità alle norme del settore.

V.I.