Nel Blu dipinto di Blu: arriva la rilevanza urbanistica!

“Le decisioni di un giudice di pace non fanno giurisprudenza” lo ha affermato l’Assessore Gandolfi in un’intervista rilasciata al settimanale Reporter sul tema della legalità dei parcheggi a pagamento e dei relativi ricorsi vinti dai cittadini. La frase merita una rettifica anche solo a difesa del lavoro dei giudici. La giurisprudenza, per definizione, è costituita dall’insieme delle pronunce emesse dagli organi cui è demandato l’esercizio del potere giurisdizionale, compreso quello dei Giudici di Pace. Nel sistema italiano di Civil law le sentenze dei giudici non sono vincolanti, come invece nel sistema inglese o americano di Common law basato su precedenti decisioni, ma hanno un’influenza più o meno forte di carattere persuasivo sull’attività giurisdizionale contribuendo fortemente a guidare l’interpretazione che viene data a ciascuna norma di legge.

Il giudice, cioè colui che applica la legge, prima di emettere una sentenza ricostruisce i fatti, identifica le norme applicabili, interpreta le norme e stabilisce le conseguenze con la competenza conferitagli dalla laurea in Giurisprudenza e dall’esperienza nel settore. E di certo avrà più valore una sua pronuncia sulla illegalità dei parcheggi a pagamento della opposta affermazione che i parcheggi “non sono fuorilegge” sostenuta, nella medesima intervista, dall’Assessore Gandolfi, in possesso di una, se pur lodevole, laurea in architettura. Questa dichiarazione appare, tra l’altro, piuttosto azzardata dal momento che diversi aspetti relativi ai parcheggi a pagamento sono stati ritenuti “fuorilegge” non solo da tanti Giudici di Pace ma anche dalla Corte Suprema di Cassazione le cui sentenze sono considerate un “precedente” influente al quale i giudici delle giurisdizioni inferiori si conformano nella maggioranza dei casi. Basti pensare all’illegittimità delle sanzioni sul ticket scaduto o all’assenza di parcheggi liberi nelle immediate vicinanze di quelli a pagamento.

In quest’ultimo caso, però, l’assenza di parcheggi liberi è ammessa in aree pedonali, ZTL, nelle zone “A”, cioè di interesso storico, e in quelle di particolare rilevanza urbanistica individuate, con opportuna motivazione, dalla Giunta. Quindi, a che cosa ha ben pensato la nostra Giunta comunale? Invece di disegnare strisce bianche gratuite accanto a quelle blu a pagamento, ha prontamente riordinato il Piano della sosta “scoprendo” aree di particolare rilevanza urbanistica anche in periferia e introducendo, prima, un’area “B” per i controviali e, poi, un’area “C” per i quartieri Gattaglio, Gardenia Umberto I, Ospizio, Mirabello e Regina Margherita, tutte zone definite, guarda caso, “a rilevanza urbanistica” (dal sito web S.I.Ca.P.S. Navigate) nelle quali le strisce blu saranno estese gradualmente dal 2 maggio 2011.

Ci si può ora aspettare come risposta che  il “giochetto” è in uso anche in tanti altri Comuni e che, statisticamente, il nostro è agli ultimi posti per estensione di tale area. Fortunatamente, circolano già ricorsi e relative sentenze sulla illegittimità di provvedimenti amministrativi che non hanno dimostrato adeguatamente i criteri di estensione della zona a rilevanza urbanistica. Di certo, la motivazione basata sull’alternanza della sosta appare alquanto debole dal momento che il ricambio si può efficacemente ottenere mediante un semplice disco orario gratuito.

V.I.

Zona a rilevanza urbanistica

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