Due artisti tra i nostri soci

Enzo Gentilini ha presentato oggi a Palazzo Allende, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Sulla pietra dal 1991, Le opere della scuola di scultura su Pietra di Canossa”, la propria opera su pietra dal titolo “Senza di loro”.

Alberto Cocchi è co-autore del libro “25 anni di Sport 1955-1980”, oggi disponibile anche in biblioteca, che delinea la storia sportiva del quartiere di Ospizio.

Enzo e la sua scultura su pietra

Congratulazioni ad entrambi!

Sequestrato un appartamento in via Melato

Mercoledì 16 novembre un appartamento di via Melato è stato sottoposto a sequestro preventivo e probatorio dal Comando della Polizia Municipale in seguito ad un esposto presentato dalla nostra Associazione in data 1 novembre nel quale si segnalava l’uso abitativo di un ufficio/studio, cioè un cambio di destinazione d’uso non autorizzato. Il 28 ottobre, lo stesso immobile è stato oggetto di una nostra segnalazione alla Questura per attività di prostituzione da parte di sudamericane che testimonianze di cittadini avevano indicato come persone prive del permesso di soggiorno. Il conseguente controllo aveva condotto, lo stesso giorno, all’accompagnamento in Questura di cinque donne, alcune delle quali poi rilasciate. Per questo motivo, l’esposto segnalava anche l’ipotesi di cessione di immobile a stranieri privi di titolo di soggiorno al fine di trarre ingiusto profitto (inteso sia come canone di locazione più alto di quello del mercato che come assenza delle normali garanzie indicate dalla normativa di locazione degli immobili) che, a norma della L. 125/2008, prevede la confisca dell’immobile.

Il risultato conseguito dalla Polizia Municipale lascia ben sperare, in attesa della decisione del giudice, in una risoluzione definitiva di situazioni illecite già riscontrate in passato nello stesso immobile e in altri adiacenti (un arresto, un’espulsione e un allontanamento di prostituta nel giugno 2008; sanzioni per abusi edilizi nel 2010) e in un ritorno alla legalità sia nei requisiti delle abitazioni, fondamentali per garantirne la sicurezza, che in quelli degli occupanti.

Un bell’esempio di collaborazione fattiva e produttiva tra cittadini e Forze dell’Ordine!

V.I.

Porta del locale sequestrato

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Immagine o realtà della zona stazione

Vogliamo costruire una buona città o solo una buona immagine di essa? La domanda può sorgere spontanea leggendo il libro “Sicurezza, coesione sociale e immigrazione”, frutto di una ricerca condotta nell’ambito del RIMILAb (Centro di Ricerca e Interventi su Relazioni Interetniche, Multiculturalità e Immigrazione) del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia e pubblicato grazie ad un contributo di Coopservice. Il libro, presentato venerdì 11 novembre nell’aula magna Manodori della sede di Reggio del’Università, analizza il caso della zona stazione di Reggio. Il messaggio del libro e degli interventi dei relatori alla sua presentazione si riassume nella frase che i problemi dipendono dagli occhi con cui i problemi stessi vengono osservati. E gli occhi dei curatori del libro indicano nella percezione/senso di insicurezza la causa di tutti i mali. In pratica, l’insicurezza è solo una percezione dei residenti causata dalla diversità etnica della maggior parte della popolazione di questo quartiere. Anche l’aumento della criminalità diventa una “percezione diffusa nei cittadini reggiani” e che la richiesta di sicurezza non è oggettivamente motivata da una situazione concreta di pericolosità ma dalla “presenza di stranieri che creano disagi e malesseri”. E se qualche problema in effetti esiste è collegato a “dinamiche relazionali e sociali conflittuali”. Il libro riporta, anche, interviste ai residenti con il risultato che, se reggiani, soffrono per il solo “sentimento di estraneità”, se stranieri, non soffrono affatto. Si afferma, inoltre, che “per gli stranieri, similmente ai reggiani, un problema rilevante è rappresentato dalle spese di condominio” giustificando le morosità condominiali con il fatto che tali spese “sono ingenti”. La trattazione coinvolge, infine, la stampa locale, riportando che è “fondamentale non sottovalutare le conseguenze negative che possono derivare dalla propaganda mediatica” della stampa locale tendente ad “evidenziare solo gli sporadici episodi di illegalità che avvengono ad opera degli stranieri” e a creare una nomea che, per esempio, “impedisce agli amici dei residenti “di venirli a trovare”.

Fortunatamente, all’intervento dei relatori ha fatto seguito un dibattito nel quale alcuni presenti, sia reggiani che stranieri, hanno descritto situazioni oggettive viste con gli unici occhi con i quali si può vedere la realtà. Hanno chiesto ai relatori con quali occhi un cittadino deve guardare il proprio condominio gravato da seri debiti condominiali, da immobili soggetti ad esecuzioni immobiliari, da prostitute dentro e fuori le case, dalla frequente presenza di poliziotti, dall’installazione di cucine a gas non a norma, dalla costrizione a disattivare l’ascensore di notte per ottenere tranquillità. E, ancora, cosa fare quando i propri amici, all’ingresso del condominio, sono invitati da prostitute a salire nei loro appartamenti, come denunciato, tra l’altro, da un “non-reggiano”.  Probabilmente, oggi, i presenti avrebbero anche chiesto se fosse stato possibile scongiurare l’incendio che ha interessato di recente un condominio di via Paradisi ricorrendo a più frequenti denunce pubbliche sulle condizioni di morosità condominiali, origine di incuria nella manutenzione.

Con una buona immagine che non rispecchia la realtà, meglio definibile come omertà o inganno della collettività, non si risolvono i problemi. A dimostrazione di ciò, l’esperienza diretta nel quartiere che fa capo a via Melato, indica, senza alcun dubbio, come la denuncia pubblica di situazioni negative abbia contribuito sensibilmente al raggiungimento di miglioramenti tangibili. Inoltre, quale può essere lo scopo della stampa locale se non quello di prospettare episodi e situazioni concrete della città? Se così non fosse, come si attuerebbe il diritto di cronaca che tutela quello costituzionale di libertà di espressione? Come si attuerebbe il principio di trasparenza che vuole assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni? Come potrebbe essere sovrano un popolo se non è informato su ciò che avviene all’interno del proprio territorio?

Ritornando al contenuto del libro, la tesi proposta della paura del “diverso” e del conflitto interetnico si autoconfuta con l’affermazione, contenuta nello stesso libro, che il 41,9% degli stranieri intervistati nella zona stazione ha amici sia stranieri che reggiani. Non sono pochi, considerando che i residenti stranieri di questa zona rappresentano in media un 70% della popolazione. Ma questo dato non è stato oggetto di analisi. Proporrei, invece, a coloro che hanno contribuito alla stesura di questo libro l’analisi della situazione concreta di un condominio della zona stazione, la cui situazione finanziaria, riportata nella seguente tabella, può considerarsi migliore di altre presenti nella stessa zona, adottando, come unico strumento utile, quello di una maggior consapevolezza scevra da influenze ideologiche.

 

 

 

Numero immobili

 

Numero immobili con morosità condominiali

 

Entità morosità condominiali

al 2011 (€)

 

Numero esecuzioni immobiliari in atto

Immobili

totali

 

25

 

 

 

Proprietari autoctoni

 

15

 

0

 

0

 

0

Proprietari stranieri

 

10

 

8

 

77.386

 

2

Più vivibile il parco di viale Olimpia

Dopo la lettera aperta inviata in aprile al Sindaco Delrio sulla situazione di degrado del parco di viale Olimpia, la Polizia Municipale si è attivata intensamente per riportare il parco ad un livello accettabile di vivibilità. Da aprile a novembre sono stati effettuati numerosi controlli e diverse richieste di pulizia straordinaria e manutenzione. Un grande impegno per l’Unità dei Servizi Territoriali della Circoscrizione Nordest che ha prodotto risultati tangibili di gran conforto per i residenti. Un aiuto all’operato della Polizia Municipale, che potrebbe essere di nuovo richiesto in futuro, dovrebbe ora arrivare da interventi sia di riqualificazione urbana intesi a favorire la sorveglianza spontanea e la frequentazione positiva del parco, come da noi richiesti più volte, che di controllo degli avventori di alcuni esercizi commerciali vicini, principale causa dell’utilizzo improprio del parco nonché di frequenti episodi di traffico di sostanze stupefacenti.