Tende nuove in via Paradisi!

In netto miglioramento la qualità urbana del condominio di via Paradisi che si
affaccia su viale del Partigiano. Due tendoni con la scritta PNP si sono da
poco aggiunti a quelli di plastica blu, bianchi o neri già esistenti. Per
fortuna che il Regolamento Urbanistico Edilizio prevede che le “tende esterne
destinate a proteggere dal sole devono essere applicate in armonia con il
fabbricato e poste in opera a regola d’arte”.

V.I.

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Sardine fritte per cena nelle cantine di via Vecchi/Turri

Sardine fritte per cena in una cantina di un grosso condominio situato tra via Turri e via Vecchi. Cinque nordafricani senza fissa dimora hanno adibito una cantina a cucina, con tanto di fornello a gas, tostapane elettrico collegato alla fornitura condominiale, sedie e condimenti vari e un’altra a camera da letto. L’odore è nauseabondo, causa assenza di una toilette. Questa è la situazione che abbiamo trovato martedì sera alle ore 19 dopo un incontro, organizzato dalla nostra Associazione, tra i residenti e l’Assessore alla Coesione e Scurezza Sociale Franco Corradini, sempre disponibile ad un confronto sul campo e attento alle problematiche dei cittadini; presente anche Duilio Cangiari dello stesso assessorato. Lo stesso gruppo di persone si trovava poco prima nella nuova piazza Serri, sedute su una panchina davanti ad una grossa bottiglia di vino. Da diverse testimonianze verbali apprendiamo che non sarebbero clochard, disperati per il freddo, ma spacciatori e, uno di loro, parrebbe un pregiudicato, assiduo frequentatore dei locali della Questura. E sono presenti sempre, primavera ed estate. A nulla sono servite le decine di segnalazioni inoltrate alle autorità competenti (Questura, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Comune) negli ultimi anni per cercare di risolvere una situazione pericolosa per la sicurezza non solo dello stabile ma anche delle persone.

E’ facile entrare nel condominio, dal momento che i due portoni d’ingresso e le porte di accesso alle cantine sono costantemente prive di serrature perché, appena sostituite, vengono immediatamente divelte da atti vandalici.  Esasperati i residenti, quei pochi che puntualmente versano le quote condominiali, ed esasperata l’amministrazione condominiale, arrivata al punto di rinunciare perfino a ripristinare le chiusure degli accessi visto lo scoperto di circa 80.000 euro. 

Molti gli stranieri, soprattutto cinesi, non solo in affitto ma anche proprietari (40%). Diverse le situazioni di sovraffollamento, di disturbo della quiete pubblica. Pure la vendita non autorizzata, sotto il porticato dello stabile, di spiedini di carne preparati in casa!

 E’ stato come toccare con mano l’esistenza di uno Stato parallelo nel quale si può agire indisturbati e impuniti nell’illegalità.

V.I.

Richieste di partecipazione a RiutilizzaRE 11 marzo 2012

Avvisiamo coloro che hanno inoltrato la richiesta per partecipare a RiutilizzaRE dell’11 marzo 2012 che abbiamo inviato tutte le risposte di accettazione e di inserimento nella lista d’attesa. Stiamo procedendo a rispondere a coloro che non sono rientrati e, causa elevato numero, concluderemo nei prossimi giorni. I posti a disposizione sono stati esauriti con solo una parte delle richieste pervenute nel primo minuto del giorno 11 febbraio (ore 0.00).

Magica Polveriera innevata

Dimentichiamo per un attimo i barbari che colpiscono a sassate i bei lampioni della pista ciclopedonale che la affianca, gli incivili che ricoprono di graffiti le sue mura storiche e le sue scritte d’epoca scolpite sui mattoni, i tossicodipendenti che, anche se più limitatamente di prima, si aggirano per i loro traffici e consumi nel suo parco, il tetto del capannone adiacente crollato per il peso della neve che chissà quando sarà riparato e il programma di riqualificazione chiuso in qualche cassetto del Comune: la storica Polveriera imbiancata è proprio magica!

Passi carrai e condomini a Reggio: affermazioni e procedure illegittime!

La vita nei condomini non è mai stata semplice. Anche se su piccola scala, il condominio è pur sempre una comunità chiamata a gestire non solo le parti condominiali comuni ma anche le relazioni di vicinato con le conseguenti problematiche fisiologiche generate dalle divergenze di opinioni e dalle diversità comportamentali dei singoli individui. Oltre a ciò, la nuova composizione sociale degli ultimi quindici anni ha costretto tanti condomini ad affrontare nuove e gravi situazioni definite spesso, con eufemismo, di “convivenza”, ma che si configurano, in realtà, come veri e propri illeciti se non reati. Pensiamo, per esempio, al furto di energia elettrica condominiale per l’utilizzo privato, all’occupazione abusiva di locali non destinati ad essere abitati o al mancato pagamento delle spese condominiali che, in taluni casi, ha determinato e continua a determinare morosità ingenti.

Pertanto, nell’attuale panorama, i condomini avrebbero evitato volentieri le ulteriori difficoltà create dall’amministrazione comunale per l’applicazione della tassa sui passi carrai dovute a procedure e affermazioni errate e illegittime.

Applicazione del canone Cosap ai passi carrai.

La Cosap (concessione per l’occupazione del suolo pubblico) sui passi carrai si paga solo sui passi carrai. Sembra una ovvietà ma non lo è per il nostro Comune che ha deciso che sono passi carrai anche i passi a raso interpretando a sentimento il Codice della Strada e il suo Regolamento di attuazione e coniando pure una definizione inesistente nelle norme nazionali. Lo ha messo nero su bianco anche nel Regolamento comunale per l’applicazione della Cosap che, all’art. 4 ter comma 2, recita: “E’ definito altresì quale passo carraio ogni accesso a raso, senza opere, che collega un’area privata, fisicamente delimitata ed idonea allo stazionamento od alla circolazione di veicoli ad un’area aperta all’uso pubblico, così come previsto dall’articolo 22 del Codice della Strada e dagli articoli 44 e seguenti del relativo Regolamento di Attuazione”. Ma l’art. 22 del Codice della Strada e l’art. 44 e successivi del suo Regolamento di attuazione non riportano affatto questa definizione mantenendo ben distinte le due situazioni. Anzi, il decreto legislativo n. 507/1993, dimenticato, sempre in buona fede, dai nostri amministratori comunali, definisce i passi carrai “manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra o altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata”. Inoltre, l’articolo 36 del DPR n. 610/1996, anch’esso dimenticato, ha stabilito che nei passi a raso il divieto di sosta e il relativo cartello sono subordinati alla richiesta del proprietario rendendo quindi pienamente ammissibile il fatto di non avere il cartello di divieto pur avendo di fatto un passo a raso. E lo stesso concetto è stato ribadito più volte anche dalla Corte di Cassazione (sentenze 8106/2004 e 16733/2007). E lo ha sottolineato anche il Ministero delle Finanze stabilendo che “l’eventuale tassazione degli accessi a raso comporterebbe l’assoggettamento ad un onere tributario del diritto di accesso alla proprietà privata, prioritario ed assoluto ed, in quanto tale, non subordinato al rilascio di alcun provvedimento amministrativo (autorizzazione o concessione) (Ris. Min. Finanze 26 novembre 1997, n. 225/E).

In conclusione:

1) gli accessi senza manufatti o modifiche del suolo pubblico (es. marciapiede abbassato, interruzione di marciapiede o pista ciclabile, rampa carrabile sul suolo pubblico) rivolte all’accesso dei veicoli alla proprietà privata non sono soggetti alla Cosap. I proprietari possono, però, decidere volontariamente di chiedere la concessione e pagare il relativo onere per poter istituire il divieto di sosta; 2) l’applicazione d’ufficio della Cosap ai passi a raso è illegittima; 3) l’art. 4 ter comma 2 del Regolamento comunale sulla Cosap è illegittimo.

Procedura di pagamento della Cosap sui passi carrai condominiali

Per quanto riguarda invece la procedura per il pagamento della Cosap sui passi carrai (v. definizione sopracitata) che servono aree condominiali, lo stesso Regolamento comunale, all’art. 4 ter comma 5, precisa che “In base al combinato disposto di cui agli articoli 1123, 1129, 1130 e 1131 del Codice Civile, per i passi carrai a servizio di aree condominiali, il pagamento del canone e’ richiesto direttamente all’amministratore del condominio, quale rappresentante dello stesso”. Giustissimo, dal momento che tra i compiti dell’amministratore condominiale stabiliti dal Codice Civile all’art. 1130 rientra anche quello di “riscuotere i contributi ed erogare le spese per l’esercizio dei servizi comuni”. Peccato che, in questo caso, si sia predicato bene e razzolato male, nel senso che, in pratica, il Comune sta inviando i bollettini ai proprietari, selezionati in base all’ordine alfabetico del codice fiscale, anche nei condomini con più di quattro proprietari, obbligati, sempre da Codice Civile art. 1129, a nominare un amministratore condominiale, i cui dati devono essere riportati in una targhetta fissata al’ingresso dell’edificio (art. 54 quinquies del Regolamento di Polizia Locale di RE). Sarà, poi, l’amministratore condominiale a ripartire le spese in base ai dettami del Codice Civile, cioè valore (millesimi) della proprietà e uso potenziale di ciascuno. Oltre a non rispettare un Regolamento stilato dallo stesso Comune e il Codice Civile, la procedura è azzardata nonché inutile, in caso di assenza del proprietario, se non notificata con raccomandata con ricevuta di ritorno, come avviene per tutti i tributi. Non sarebbe stato più semplice istituire la tassa, possibilmente in modo corretto, cioè sui soli passi carrai e sanzionare coloro che non vi provvederanno?

In conclusione: 1) i bollettini per il pagamento della Cosap sui passi carrai devono essere inviati all’amministrazione condominiale se il condominio è formato da più di quattro proprietari; 2) i bollettini devono essere inviati ai proprietari dei condomini formati da quattro o meno di quattro proprietari con raccomandata con ricevuta di ritorno; 3) meglio sarebbe non inviarli affatto.

Le obbligazioni nei condomini

Il Regolamento comunale per l’applicazione della Cosap sui passi carrai riporta, all’art. 4 ter comma 5, che “nel caso che più proprietà/fondi si servano di un unico passo carraio/carrabile, il canone è dovuto in solido dai proprietari dell’area pertinenziale comune”. In pratica, significa, che se qualcuno non paga, devono pagare gli altri. L’affermazione merita una correzione che potrebbe essere utile anche e, soprattutto, per risolvere l’annoso problema delle morosità condominiali. La solidarietà nel condominio non è contemplata da alcuna disposizione di legge. Se le parti comuni di un condominio non sono divisibili, lo sono però le obbligazioni che le riguardano, cioè i debiti di ciascun condomino che, da Codice Civile art. 1123, sono ripartite in base al valore della proprietà e all’uso della parte comune che ciascuno può farne. Tanto che lo stesso Codice Civile, all’art. 1314, stabilisce che se la prestazione è divisibile, l’obbligazione non è solidale ma parziaria. E, di certo, le somme di denaro sono prestazioni divisibili. Questo significa che i creditori possono domandare soddisfazione ai debitori, cioè ai singoli condomini inadempienti, solo relativamente alla loro quota che è ripartita nel bilancio condominiale. Lo ha pure pronunciato la Corte di Cassazione a sezioni unite nel 2008 (Sent. n. 9148). Ma di questo si è parlato ben poco, probabilmente a causa del conseguente aggravio della gestione contabile da parte degli amministratori condominiali che dovrebbero ripartire le spese dovute a ciascun creditore singolarmente e non nella loro totalità oppure a causa delle difficoltà che incontrerebbero i fornitori costretti a riscuotere i crediti dai singoli condomini morosi. Si è, quindi, preferita la strada più facile, anche se illegittima, che impone a coloro che già pagano per la propria quota condominiale il pagamento delle quote di chi non paga.

In conclusione: 1) le obbligazioni condominiali sono parziarie in quanto divisibili (ogni condomino risponde solo della propria quota di debito); 2) il canone Cosap non è dovuto in solido dai condomini; 3) l’art. 4 ter comma 5 del Regolamento comunale sulla Cosap è illegittimo.

V.I.

Lo sgombero neve divide la via Emilia tra Modena e Reggio

Ore 14.00 e nevica da ieri sera. L’autostrada è chiusa al transito dei mezzi pesanti che si riversano sulla via Emilia. Il pericolo per chi è costretto a viaggiare aumenta ma non ovunque. Tratto Reggio Emilia- Modena. Di qua dal Secchia, la via Emilia è percorribile solo col gatto delle nevi, di là dal Secchia, l’asfalto brilla tanto è lucido. Di qua dal Secchia, un enorme camion nel fosso, auto che slittano anche a 15 km/h, di là dal Secchia, camion e auto camminano tranquillamente. Di qua dal Secchia, Reggio Emilia, di là dal Secchia, Modena.

Spari ai piccioni tra le case: dalla Questura “avvisate se capita di nuovo”

Agghiacciante episodio ieri pomeriggio tra i condomini di via Melato. Due colpi di arma da fuoco contro i piccioni, di cui uno ucciso e trovato di fianco ad una casa, colpito sotto l’ala. I residenti chiamano immediatamente la Questura e ancora più agghiacciante è la risposta che ricevono: “Se capita di nuovo, avvisate”. Sono almeno due gli illeciti che si configurano: l’esercizio abusivo dell’attività venatoria e l’esplosione pericolosa in quanto avvenuta in zona residenziale. Evidentemente, la Questura vuole un “serial killer” per attivarsi.