Emergenza furti di metallo alla stazione ecologica di viale Olimpia

Come si legge sul sito di Iren, “uno degli elementi chiave che ha portato la Provincia di Reggio Emilia a collocarsi ai primi posti a livello regionale e nazionale per la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro avvio a riciclo è rappresentato dai Centri di Raccolta (ex Stazioni Ecologiche Attrezzate)”. Al Centro di Raccolta di viale Olimpia (ex-Polveriera), il processo di riciclo dei materiali metallici è da tempo coadiuvato da un’intensa attività di raccolta abusiva sia nelle ore di apertura che di chiusura del Centro. Attraversando l’area dell’ex-Polveriera che confina con il Centro di Raccolta, è molto facile imbattersi in grossi pezzi di ferro o altri metalli che magicamente volano oltrepassando la recinzione dall’interno del Centro all’esterno. Per i più curiosi che si fermano cercando di capire come questo possa succedere, la magia si trasforma presto nell’evidenza di veri e propri furti. E’ quello che è successo sia sabato scorso che oggi: autori dei furti due uomini di origine nordafricana arrivati con un furgone pronto ad accogliere la refurtiva. E diversi cittadini affermano che ciò accade quotidianamente. Certamente non è una realtà solo reggiana dal momento che i metalli sono presi di mira nelle stazioni ecologiche di tante altre città per essere rivenduti a prezzi concorrenziali o al mercato nero, senza escludere anche un collegamento con la mafia come emerso pochi mesi fa in Veneto. Sono, pertanto, episodi che meritano attenzione non solo in quanto trattasi comunque di reati ma anche per i conseguenti problemi di ordine pubblico, di sicurezza delle persone e di degrado e insalubrità ambientale delle aree circostanti per la presenza di rifiuti abbandonati potenzialmente pericolosi.

Il volo dei metalli in 3 minuti successivi

21 marzo 2012 ore 17.27

21 marzo 2012 ore 17.28

21 marzo 2012 ore 17.29

Il blitz dei Carabinieri non scoraggia la prostituzione in strada in zona stazione

Già dal giorno seguente a quello del blitz dei Carabinieri rivolto a contrastare la prostituzione in strada in zona stazione, l’area circostante il supermercato Coop Reggio Est ha visto, come ogni altro giorno, l’attività fervida di prostitute a tutte le ore del giorno, come dimostrato dalla fotografia.

14 marzo 2012 ore 14

I cittadini conoscono bene sia le prostitute che le case nelle quali alcune di loro si recano con i clienti e una di queste è stata anche oggetto di un esposto per abusi edilizi inoltrato dalla nostra associazione alle autorità competenti nel marzo 2011. Come pure l’attività di prostituzione è stata segnalata in ben tre esposti dal 2007 al 2011. E’ facilissimo individuarle come dovrebbe essere fattibile scoprire l’organizzazione che ne è alla base. Fattibile dovrebbe essere anche il loro allontanamento grazie alla normativa sull’immigrazione ribadita, per quanto riguarda l’attività specifica, anche dal Consiglio di Stato (Sentenza n.9071 del 16 dicembre 2010). Infatti, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello di una cittadina straniera che si era vista revocare il permesso di soggiorno per lavoro dalla Questura di Roma perchè presumibilmente dedita all’attività di meretricio. Sebbene tale attività non sia considerata dalla legge italiana un reato, secondo il Consiglio di Stato, non può considerarsi fonte lecita di guadagno perchè trattasi di attività comunque contraria al buon costume e pertanto il provvedimento di revoca del permesso di soggiorno deve ritenersi legittimo. Inoltre, il Consiglio di Stato ripercorre la normativa in materia di immigrazione (D. Lgs. n. 286/1998), la quale dispone che l’ingresso nel territorio nazionale è consentito allo straniero che dimostri di essere in possesso di idonea documentazione atta a confermare lo scopo e le condizioni del soggiorno, nonché la disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per la durata del soggiorno; non è ammesso in Italia lo straniero che non soddisfi tali requisiti o che sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato. La stessa normativa prevede poi che il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati (e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato) quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato. Inoltre, il Tar Lombardia, con sentenza n. 459 del 25 febbraio 2010, ha sancito che “può ottenere il permesso di soggiorno la prostituta che, oltre ad esercitare l’attività di meretricio, ha anche uno stabile lavoro in Italia. L’attività di meretricio se esercitata da persona che è anche in possesso di uno stabile lavoro in Italia non è di per sé motivo di diniego del permesso di soggiorno, ma se il sostentamento dell’extracomunitario deriva in via esclusiva da detta attività, che comunque rimane contraria al buon costume anche se non costituisce reato laddove esercitata in certe forme, legittimamente viene negata la possibilità di permanere sul territorio nazionale”.

Cosa aspettiamo? Un blitz una tantum appare più di pubblicità che di utilità.

V.I.

I principi ispiratori di RiutilizzaRE

Ritengo che i principi siano sbagliati quando sono applicati in forma assoluta ed indiscriminata. Perciò ritengo sbagliato un provvedimento che limiti la partecipazione ai mercati. L’obiettivo non è la limitazione della libertà personale né il controllo del valore di oggetti usati detenuta da una famiglia. Si vuole porre argine all’ immissione sul mercato di merci nuove provenienti da stock, di cui in ogni caso sarebbe interessante conoscere la provenienza. A questo proposito sono deterrenti misure e criteri che regolino la possibilità di ottenere spazi espositivi e quindi l’ingresso nel mercato di quantità di merci che siano vistosamente eccedenti dalle quantità e tipologie merceologiche previste nell’usato (ad es: un camion di stereo tutti uguali, un banco di vestiti nuovi o cinque banchi di vestiti usati). Inoltre , la presenza di personale della polizia municipale o altre forze dell’ordine (cui competono l’ordine pubblico) deve assicurare il rispetto delle regole. Lo spirito della nostra associazione  è quello di favorire una partecipazione attiva alla vita cittadina in ogni sua forma. Essa si concretizza nell’organizzazione di manifestazioni finalizzate a rafforzare la presenza attiva di cittadini negli spazi urbani, nell’ attuazione di forme di condominio attivo per una diffusione della cultura della legalità nelle comunità di residenti o altre azioni rivolte al rispetto di leggi e regole, si ispira a principi di impegno e democrazia basati sulla partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Per tali ragioni non ritiene di sua competenza il controllo delle persone, ma quello dei criteri che hanno ispirato il mercato dell’usato familiare.

Franco Rocca

Qualche domanda alla Giunta sui mercatini dell’usato a Reggio

L’iniziativa RiutilizzaRE – l’usato domestico in Polveriera rappresenta una delle evidenze di cittadinanza attiva del Comune di Reggio dove i cittadini o loro associazioni si impegnano come volontari per ridare gli spazi della città ad altri cittadini sia in veste di attori che di spettatori. Quindi, un evento estremamente popolare fatto dai cittadini per i cittadini stessi, in linea con le tematiche più care al nostro Comune. Un evento che l’Associazione di via Melato, attiva da anni nel campo della sicurezza urbana, del rispetto di leggi e regole e della divulgazione della cultura della legalità, cura nel massimo rispetto delle leggi che disciplinano il settore degli operatori non professionali.

Suona, quindi, molto strano e sconveniente il clima di sospetto, quasi di presunzione di reato, generato dalla recente delibera della Giunta comunale intesa a porre limiti a questa iniziativa e ad altre simili che si svolgono nel territorio comunale, limiti che sono addirittura in contrasto con norme gerarchicamente superiori a quelle di competenza degli enti locali, che non portano ad alcun beneficio in direzione del rispetto delle norme vigenti e che bocciano irragionevolmente lo stesso volontariato che il Comune tanto sponsorizza. Il testo della delibera dimostra, inoltre, come la Giunta non si sia mai interessata direttamente alle modalità di svolgimento degli eventi (per es. RiutilizzaRE dispone da anni di un Regolamento interno, di un modulo con il quale ciascun espositore autocertifica la non professionalità e la tipologia di oggetti non di primo commercio, di tenuta elenchi dei partecipanti inviati regolarmente al Servizio comunale partner dell’iniziativa) e come abbia operato con superficialità e discriminazione, spinta da pressioni corporative, da volontà ostruzionistica e non certo da quella di far rispettare le normative vigenti.

Per fugare ogni dubbio, l’Associazione di via Melato rivolge pubblicamente qualche domanda alla Giunta sul testo della delibera:

1) è proprio regolare il provvedimento, come citato nella delibera ai sensi dei compiti istituzionali della Giunta comunale, o sarebbe stato di competenza del Consiglio comunale?

2) perché la delibera è stata giustificata con la sola legge 13/2009 (art. 7 sexies – valorizzazione a fini ecologici del mercato dell’usato) che non ha stabilito ancora limiti e requisiti, quando esiste una chiara legge, sia statale che regionale, sul commercio (Dlgs 114/1998, LR Emilia Romagna 81/1999) che esclude espressamente da questo ambito l’attività non professionale o quella che non comporta l’acquisto di prodotti ai fini della successiva rivendita (Circ. 1 giugno 2000 n. 3487) nonché quella di opere d’arte e dell’ingegno a carattere creativo?

3) poiché l’obiettivo della vigente legge è quello di distinguere l’attività professionale da quella non professionale, perché limitare il numero di espositori a ciascun evento (già autolimitato dallo spazio in concessione) e il numero di eventi nell’arco dell’anno, quando ciascun espositore può partecipare agli innumerevoli eventi che si svolgono in altri comuni della provincia o della regione? Questo limite potrebbe essere, tutt’al più, giustificato da problematiche di ordine pubblico, di moderazione del traffico o di interventi onerosi di pulizia delle aree.

4) perché escludere espressamente l’iniziativa Remida Day e l’Associazione Reggio Children? Forse perché è annuale (ma anche RiutilizzaRE rientrerebbe nei limiti deliberati)? Forse perché è rivolta a privati più facoltosi dal momento che la partecipazione è subordinata al pagamento di ben 50 euro? Forse perché è Reggio Children?

5) perché escludere tacitamente l’iniziativa Via Roma Antiquaria che si svolge ogni mese da marzo ad ottobre con la nota presenza anche di privati cittadini che espongono e vendono “roba vecchia” alias “usato”? Forse per la denominazione dell’iniziativa non apparentemente collegabile ad un mercatino dell’usato? Forse per l’Associazione organizzatrice più meritevole?

6) perché spingere cittadini o loro associazioni a farsi garanti della non professionalità dei partecipanti, cioè della sporadicità della loro partecipazione (inutile, come già detto, se limitata all’evento o a un ristretto territorio), attuabile solo tramite accertamento dell’identità o stato di famiglia, cioè a svolgere mansioni illecite? Perché non assumersi responsabilità e onere di pertinenza del Comune, come tra l’altro indicato sia dalla proposta di regolamentazione del settore della nostra Regione che da leggi già approvate da altre Regioni?

7) perché vietare i soggetti con opere dell’ingegno di carattere creativo (es. il signore che riveste di sassi i barattoli di vetro, la ragazzina che crea bigiotteria con le perline, la signora che crea quadri con cornici vecchie e fiori secchi) facendo pure riferimento alla stessa legge che li esclude espressamente dal commercio? In quali eventi li collochereste dal momento che il Servizio di sportello per Imprese Commercio e Tutela Ambientale ha anche predisposto un modulo per questi soggetti che svolgono attività occasionale?

8) i limiti deliberati riguarderebbero anche la partecipazione delle tante associazioni di volontariato, scuole e parrocchie?

Se il timore della Giunta è quello della presenza di commercianti abusivi (su 14 edizioni di RiutilizzaRE, solo 3 non connazionali, non iscritti e con merce di dubbia provenienza, sono stati allontanati dalla Polizia Municipale a seguito di nostra sorveglianza e successiva segnalazione) basta sollecitare un controllo da parte delle autorità preposte. L’Associazione di via Melato ne sarebbe felice. Come sarebbe felice di ricevere una visita del Sindaco e degli Assessori che hanno approvato la delibera, domenica prossima, in occasione di RiutilizzaRE – l’usato domestico in Polveriera.

(articolo pubblicato su Prima pagina e su Reporter.it)

V.I.

Le nostre proposte all’Assessore Gandolfi

Interventi proposti nell’ambito della mobilità del quartiere Mirabello

  1. Moderazione del traffico all’intersezione a raso di via Maria Melato con viale Olimpia. L’elevata incidentalità dell’incrocio, dovuta all’intenso traffico veicolare proveniente da viale del Partigiano con immissione in viale Olimpia, dalla via Emilia Ospizio diretto verso viale del Partigiano e da viale Olimpia con immissione su via Melato diretto alla via Emilia Ospizio, combinato ad attraversamenti pedonali e alla scarsa illuminazione, richiede un intervento di moderazione che potrebbe essere effettuato con divieti di svolta a sinistra per chi proviene da entrambi i segmenti di viale Olimpia che convergono su via Maria Melato. I veicoli che percorrono viale Olimpia in direzione Est potranno immettersi su via Emilia Ospizio percorrendo via P. Viani a senso unico;
  2. Rimozione dell’obbligo di svolta a destra all’intersezione di viale Olimpia con via Luca da Reggio e ripristino del doppio senso di marcia nel tratto di via Luca da Reggio compreso tra la via Emilia Ospizio e l’intersezione con viale Olimpia. A nostro avviso, tali interventi, di recente realizzazione, non portano alcun vantaggio ma, al contrario, rischiano di convogliare il traffico nel tratto più stretto di via Luca da Reggio, rimasto a doppio senso, nella direzione di un’area residenziale priva di servizi di pubblica utilità; inoltre, i veicoli provenienti da Sud su via Luca da Reggio potranno immettersi direttamente su via Emilia Ospizio senza essere obbligati a svoltare a sinistra e raggiungere l’incrocio di cui al punto 1);
  3. Rotatoria all’intersezione tra viale del Partigiano e via Maria Melato, vantaggiosa per il traffico veicolare diretto da viale del Partigiano all’impianto natatorio di via Maria Melato. Tale intervento eviterebbe un’ulteriore congestione del traffico all’altezza della rotatoria tra viale del Partigiano, via Terrachini e via Papa Giovanni XXIII nonché le manovre pericolose dei veicoli che utilizzano i parcheggi situati lungo via Maria Melato o che effettuano inversioni a U non autorizzate per dirigersi all’impianto natatorio;
  4. Completamento della pista ciclo-pedonale che attraversa l’area dell’ex-Polveriera con l’installazione di apposita segnaletica verticale nel punto di confluenza sia con via F.lli Tondelli, unitamente alla rimozione delle transenne, che con piazzale Reverberi;
  5. Intervento su piazzale Reverberi per impedire la sosta di autoveicoli sul tratto di pista ciclabile che collega via Sante Vincenzi con l’area dell’ex-Polveriera;
  6. Realizzazione della segnaletica orizzontale che delimita gli spazi per la sosta nel parcheggio comunale di via F.lli Tondelli al foglio 156, particella 121 del Catasto Urbano;
  7. Progettazione di una fermata della linea E Minibù in via Maria Melato in prossimità dell’impianto natatorio. Tale fermata trova giustificazione nell’incentivazione ad una mobilità ecologica sia per i residenti, in un contesto ad elevata densità abitativa ed elevata densità di over 65 (26,58% al 31/12/2008) meno propensi all’utilizzo di mezzi ecologici alternativi al trasporto pubblico, che per i fruitori dei servizi sportivi (impianto natatorio, campo di atletica, campi tennis);
  1. Progettazione di un parcheggio nell’area verde comunale non attrezzata (foglio 156, particella 123 del Catasto Urbano) adiacente al parco dell’asilo nido comunale Arcobaleno.  Tale parcheggio, combinato con un ingresso all’asilo nido, permetterebbe la sosta dei veicoli degli operatori e utenti dell’asilo, risolvendo l’annoso problema della difficoltosa sosta di veicoli in via Adelina Patti.

L’attività dell’Associazione da ieri ad oggi

Un’associazione nasce per raggiungere uno scopo e si scioglie quando lo scopo è stato raggiunto. L’Associazione di via Melato è nata per combattere il degrado incipiente di un quartiere e il raggiungimento dello scopo è ancora lontano nonostante alcuni indubbi risultati raggiunti mediante attività di osservazione, denuncia, divulgazione, collaborazione con cittadini, amministratori locali e forze dell’ordine, organizzazione di eventi e realizzazione di progetti. Sono scomparse le situazioni critiche eclatanti che hanno caratterizzato i primi anni di attività quali i garage-dormitori, i tossicodipendenti sotto casa, i divani o gli elettrodomestici abbandonati lungo il porticato, la ex- Polveriera adibita a sede di senza tetto e spaccio, il ristorante cinese dalle condizioni igieniche assai precarie o i parchi usati per il bivacco. Oggi è noto che il quartiere è sotto osservazione e ciò ha generato un certo timore a commettere azioni illecite facilmente individuabili. E’ il risultato della teoria dell’antropologa americana Jane Jacobs che negli anni ’50 affermò che “la prima cosa da capire è che l’ordine pubblico nelle strade e sui marciapiedi della città non è mantenuto principalmente dalla polizia, per quanto questa possa essere necessaria: esso è mantenuto soprattutto da una complessa e quasi inconscia rete di controlli spontanei e di norme accettate e fatte osservare dagli abitanti stessi”. Dalle strade e dai marciapiedi, le criticità da combattere ora sono soprattutto nei condomini, dai comportamenti incivili agli illeciti legati agli abusi edilizi fino alle attività di spaccio e di prostituzione. Non sono tante ma il monitoraggio è d’obbligo, come pure la sinergia con le forze dell’ordine o con le autorità amministrative preposte. Un esempio di rilievo è rappresentato dal sequestro di un ufficio affittato come abitazione a due clandestine operato dalla Polizia Municipale nel novembre 2011 in seguito ad un esposto dell’Associazione. Conoscere e conoscersi sono, pertanto, fondamentali per poter infondere il senso di comunità e il rispetto delle persone e delle norme. Questo è l’ obiettivo del progetto dell’Associazione “Condominio pilota” basato sul ruolo attivo del vicinato e sulla divulgazione della cultura della legalità nelle case già realizzato con successo in un primo edificio e ora in procinto di essere applicato ad altri.

V.I.

Cittadini attivi

Nel 2007

Ex-Polveriera ieri e oggi

RiutilizzaRE: il cittadino diventa pubblico ufficiale!!!

La Giunta comunale ha deliberato, tra le altre cose (es. divieto alle opere dell’ingegno creativo escluse per legge nazionale dal commercio!!!!), il limite di 2 volte all’anno la partecipazione di ogni espositore a ciascun mercatino del riuso nel comune di RE e di affidare questo compito agli organizzatori. A parte il fatto che ciò è assolutamente inutile per realizzare la sporadicità degli espositori non professionali, liberi di partecipare allo stesso evento con i nomi di altri componenti della famiglia (servirà lo stato di famiglia?) o ai numerosi mercatini del riuso nella provincia o regione, ringrazio l’Assessore Maramotti e tutta la Giunta per riconoscere ai cittadini organizzatori il ruolo di pubblico ufficiale nell’accertare l’identità personale. Un precedente che potrà essere utilizzato in altre circostanze . . . .

V.I.

delibera giunta 28 febbraio