Avvisi per i clienti di prostitute e sale giochi

Avviso per i clienti di prostitute: dopo il blitz della Questura in zona stazione, le prostitute cinesi si sono spostate dal parcheggio della Coop di via Sani al porticato antistante il Centro d’Incontro Reggio Est di via Turri (ieri pomeriggio erano in 3) e al passaggio che da qui conduce in via Paradisi. Solida, invece, la loro presenza in via Vecchi, dove i clienti vengono accompagnati nella solita, nota abitazione, già teatro di interventi delle forze dell’ordine.

Avviso per i clienti di sale giochi/VLT/scommesse: con l’inizio dell’anno 2 sale giochi in zona Ospizio (Las Vegas di via Melato e Punto Snai di via Emilia Ospizio/viale Olimpia) hanno chiuso spontaneamente i battenti.  Rimane aperta, senza più concorrenza, la sala Cash di via Emilia Ospizio.

I dati delle prenotazioni per RiutilizzaRE del 10 marzo 2013

Terminato lo “spoglio”, diamo alcuni dati.
561 le richieste pervenute finora
300 le richieste pervenute alle ore 0:00
170 le prenotazioni accettate
20 le prenotazioni accettate in lista d’attesa

Ci scusiamo per l’impossibilità di rispondere a tutti. Pertanto, chi non ha ricevuto risposta significa che non è stato accettato.

Per chi lo desidera, l’elenco delle prenotazioni e le mail pervenute sono in visione presso la nostra sede telefonando per appuntamento al 3343302854.

Locandina RiutilizzaRE marzo 2013

Nomadi slovacchi ritornano in viale Olimpia: presentata denuncia alla Procura

E’ ritornata, dopo le festività natalizie trascorse altrove, la piccola comunità slovacca che si era impossessata di un’area, privata ad uso pubblico, antistante un edificio lungo viale Olimpia, tra case, negozi, verde pubblico e campo sportivo (v. i post del 22 e 30 novembre 2012). Con lei sono ritornati i seri problemi di degrado e pericoli igienico-sanitari per abbandono di rifiuti e spazi aperti al pubblico usati come latrine. Tutti ne sono al corrente: forze dell’ordine, Sindaco e Assessore Corradini. Nonostante una querela sporta in Questura da un proprietario dell’edificio e la perseguibilità d’ufficio del reato di invasione di terreno altrui, la grave situazione è di fatto tollerata.

Dopo quattro mesi di attesa fiduciosa in una risoluzione che non è mai arrivata, abbiamo inoltrato una denuncia alla Procura della Repubblica nella quale si chiedono interventi per impedire che i reati ravvisabili (invasione arbitraria di terreno altrui, sosta di minoranze nomadi in zone non attrezzate, danneggiamento di cose altrui, violazione delle norme in materia ambientale) si protraggano e che siano valutate in concreto eventuali responsabilità, anche per condotte omissive, in capo ai soggetti preposti al controllo.

Tutelare le minoranze nomadi non significa collocarle in una sorta di limbo giuridico nel quale tutto sia loro concesso. A Reggio non mancano certo le aree attrezzate pubbliche per i nomadi, come non mancano i finanziamenti regionali per le loro migliorie (l’ultimo di 261.600 euro assegnato al Comune di Reggio nel giugno 2012). Quindi, paghiamo tutti e non solo perché i nomadi possano dimorare in modo consono ma anche perché possano convivere in modo civile con la cittadinanza che nomade non è rispettandone le regole.

V.I.

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Strisce blu: le nostre risposte a due lettere pubblicate sulla stampa

La lettera di Laura Montanari pubblicata sulla stampa locale e la nostra risposta pubblicata su Prima Pagina:

Abito in via Santorre di Santarosa, prima trasversale a destra di viale Risorgimento, piccola strada parallela a viale Dei Mille, che si ricorda è zona di sosta con “strisce blu”. In via Santorre di Santarosa la sosta è libera e purtroppo chiunque può parcheggiare: chi va al mercato, chi va in stazione, chi lavora in centro e parcheggia l’auto gratuitamente tutto il giorno… Ovviamente a chi abita in via Santorre di Santarosa spesso rimane solo l’alternativa di parcheggiare nei viali a pagamento!
Inoltre, nella piccola strada spesso vengono parcheggiate auto anche sull’altro lato a sosta vietata e davanti ai cancelli, rendendo difficile il passaggio e il parcheggio.
Trovo civile che chi possiede un auto possa parcheggiarla vicino alla propria abitazione e se non possiede un garage paghi una modestissima quota, come viene proposto, per parcheggiare l’auto in strada, che è di tutti. Vorrei andare nelle strade dove abitano tutti coloro che vengono a parcheggiare in via Santorre di Santarosa, o nelle strade adiacenti al centro, occupare tutte i parcheggi e verificare se sono felici di non trovare posti liberi vicino alla loro abitazione!
Quindi, mi auguro che le strisce blu vengano rapidamente realizzate, visto che i diritti e i doveri devono essere equamente distribuiti tra la cittadinanza.

Gentile Dott.ssa Montanari,
comprendo le sue difficoltà, come residente di via Santorre di Santarosa, una delle poche dotata di sosta libera nella zona di particolare rilevanza urbanistica, cioè con esigenze e condizioni particolari di traffico. Tralasciando altre considerazioni in materia, le difficoltà dei residenti che trovano impegnata l’area di sosta libera davanti alle proprie abitazioni da coloro che vogliono sottrarsi all’estensione selvaggia delle strisce blu e al regime sanzionatorio illegittimo sul ticket scaduto, come d’altronde comprensibile, non si risolvono chiedendo altre strisce blu, cioè con un “mal comune mezzo gaudio”, ma con proposte rivolte all’interesse e utilità di tutta la collettività. Limitandosi alla sua situazione, può chiedere al Comune, presso il quale, tra l’altro, lavora, uno spazio riservato, previsto, anche a titolo gratuito, dal comma 11 dell’art. 7 del Codice della Strada per tutte le zone dichiarate di particolare rilevanza urbanistica, comprese quelle a traffico limitato, che abbiano stalli a pagamento, con disco orario o liberi. In una visione più ampia, potrebbe unirsi al coro dei cittadini che chiedono di porre freno al dilagare ingiustificato delle strisce blu e, dove sussista la concreta necessità di un’alternanza della sosta, di generare un sistema di post-pagamento sul tempo effettivamente consumato oppure la predisposizione del disco orario. Anche le sue personali difficoltà troveranno, in questo modo, beneficio.

V.I.

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Egr. Arch. Meggiato,

l’aver esteso la zona a rilevanza urbanistica comporta per il Comune non solo diritti, come quello dell’esonero, comunque facoltativo, dal “riservare una adeguata area destinata a parcheggio senza dispositivi di controllo di durata della sosta” (cioè strisce bianche accanto a quelle blu) (art. 7, comma 8 del CdS), ma anche doveri come quello previsto dall’art 7, comma 11 del CdS che attribuisce ai Comuni la facoltà di “riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso” non solo nelle zone pedonali, a traffico limitato o con parcheggi a pagamento, ma in tutte le “altre zone di particolare rilevanza urbanistica”. Si deduce che sono programmabili zone di particolare rilevanza urbanistica con caratteristiche diverse dalle prime, cioè, per esempio, con sosta libera o soggetta a disco orario. Se il CdS prevede, in questo caso, aree di sosta riservate ai residenti, a maggior ragione, potranno essere previste deroghe ad un eventuale limite di tempo imposto dal disco orario in assenza di posti riservati. Infatti, permessi ai residenti o domiciliati, in deroga al disco orario in zone a rilevanza urbanistica, sono attuati in tanti Comuni (Modena, Carnate, Savona, Padova, Pieve di Cento, Ragusa, Marsciano, Poggibonsi, Griante, Gavardo, Osnago, Sale Marasino, Borgo San Lorenzo, Levanto, Sesto San Giovanni, ecc.).

V.I.

Pubblicata su Prima Pagina di domenica 3 febbraio:

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